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domenica, settembre 30

La patria del diritto e la giustizia "fai da te" 
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La recente sentenza del tribunale di Cagliari (giudice Maria Grazia Cabitza) che ha riconosciuto ad una coppia sarda che rischiava di mettere al mondo un bambino talassemico, il diritto di fare esaminare il proprio embrione congelato, non è che l'ultimo atto di una vicenda giudiziaria iniziata anni addietro.

Sul caso si era infatti già espressa la Corte Costituzionale nell'ottobre del 2006, dichiarando l'inammissibilità - per inappropriatezza e contradditorietà della formula - del quesito posto dal Tribunale di Cagliari (giudice Donatella Satta), relativo alla legittimità costituzionale dell’art. 13 della legge 40.

Il tribunale di Cagliari ha motivato la sentenza affermando che il diritto alla salute della futura madre (giustificato dall'avvocato difensore con l'incapacità della donna di sostenere psicologicamente la nascita di un bimbo malato) sancito dall'articolo 32 della Costituzione, prevale sul divieto di diagnosi pre-impianto stabilito dalla Legge 40 all'articolo 13.

Siamo evidentemente di fronte ad un caso di aggiramento delle scelte legislative, fatto in nome della Costituzione. Infatti, invece che ripresentare la questione corretta alla Consulta come sarebbe stato logico, il giudice ha preferito decidere da sé. Non occorre essere dei giuristi per rendersene conto, anche se in questo senso si sono espressi anche dei giuristi, come Nicolò Zanon, ordinario di Diritto Costituzionale all'Università di Milano, e Cesare Mirabelli, Presidente Emerito della Corte Costituzionale (per vedere come se la cavano in merito i "puri e duri" in favore della sentenza, potete andare qui). 

E' evidente che con questa sentenza, come scrive Lucetta Scaraffia, un buonismo camuffato (il Vice Presidente del Senato Gavino Angius ha dichiarato: "La legge 40 va cambiata. E’ una legge ipocrita, empia, spietata") apre il varco alla selezione eugenetica .

Una nota a margine. Nel frattempo - scrive l'Unità - per non veder infrangere il suo desiderio di maternità, la coppia sarda era andata a Istanbul: "Lì, in quella Turchia che non riesce a entrare in Europa, la diagnosi pre-impianto l’hanno fatta", e da Repubblica apprendiamo che la coppia avrà tra un mese il primo bambino.

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scritto da giona | 19:58 | link | commenti (1221)
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