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martedì, giugno 05

Crimen sollicitationis III
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Ad Anno Zero è stato proiettato, dopo tanto clamore, il documentario 'Sex crimes and the Vatican'. Resta da capire se il programma ha contribuito ad una maggiore informazione degli ascoltatori o se questi non ne siano usciti ancora più disinformati.

Alla trasmissione hanno partecipato: Colm O'Gorman autore del discusso documentario, Piergiorgio Odifreddi, autore di "Perché non possiamo essere cristiani (e meno che mai cattolici)", Mons. Fisichella e Don Di Noto.

Fra i numerosi commenti sulla trasmissione vi proponiamo quelli di Nuova Agenzia Radicale ,quello della Radio Vaticana, quello di Umberto Folena su Avvenire, e quello (prima della messa in onda) di gay.it.

In una discussione iniziale si è parlato dei documenti - la "Crimen Sollicitationis" e l' Epistula de Delictis Gravioribus (qui in italiano dal sito 'bispensiero') - che, secondo le tesi espresse nel documentario, attesterebbero la responsabilità dell'applicazione di politiche di segretezza e di protezione dei responsabili dei crimini da parte del Vaticano e del Papa (qui la nostra opinione). Nonostante l'argomento sia essenziale ai fini della valutazione della fondatezza delle accuse non è stato approfondito adeguatamente.

Si è passati quindi alla proiezione del documentario: sono stati esposti diversi casi - raccapriccianti, fra cui, preminente, il caso di Oliver O'Grady, responsabile di abusi su almeno 25 bambini in California.

E' seguita l'esposizione di casi di pedofilia in Italia in cui sono stati coinvolti dei preti. Quello di Don Cantini, a Firenze, [qui l'intervento in merito del Card. Antonelli] ed il caso di un ragazzo di Palermo, Marco, abusato mentre era in seminario. Hanno parlato le vittime. Anche in questo caso le testimonianze sono state toccanti.

Passiamo a quello che non si è detto, e che, invece, sarebbe stato giusto dire per garantire una corretta informazione.

Primo. L'intervista a Oliver O'Grady non è uno scoop della BBC ma è stata tratta dal film del 2006 "Deliver Us from Evil" (“Liberaci dal male”, qui il sito del film) della regista Amy Berg. Notate che 'Deliver Us from Evil' non è un filmetto qualsiasi ma era stato proposto per l'Oscar 2007 nella categoria documentari: valeva la pena di parlarne. Massimo Introvigne scrive che la collaborazione di O’Grady con Amy Berg è derivata da un accordo dello stesso con gli avvocati delle sue vittime che – dopo che O’Grady era stato condannato nel 1993 a quattordici anni di reclusione – hanno citato per danni in sede civile la diocesi americana di Stockton, ottenendo trenta milioni di dollari ridotti poi a sette in secondo grado. Insomma, quando assistete all'intervista a O’Grady, dovete tenere conto che O’Grady aveva tutto l'interesse (assieme agli avvocati dell'accusa) di scaricare le proprie responsabilità sulla Chiesa e sul card. Mahoney, il suo Vescovo.

Secondo. Colm O'Gorman, l'autore del documentario, che ha partecipato al programma di Santoro, era stato vittima di Padre Seán Fortune, suicidatosi nel marzo 1999, mentre era in attesa di giudizio. Colm O'Gorman è quindi una vittima, che merita tutta la nostra comprensione. Ma è anche omosessuale [leggi qui]. Non attribuiamo a questo fatto una valenza nè positiva nè negativa, semplicemente riteniamo che avrebbe dovuto emergere nel corso del programma. Visto che non più di due settimane fà, in occasione della "Giornata mondiale contro l'omofobia", Human Rights Watch  ha accusato il Papa - reggetevi - di "minare le famiglie" a causa delle sue "condanne e minacce nei confronti di coloro che sostengono i pari diritti o forme di riconoscimente per famiglie lesbiche e gay".

Terzo. Non si chiarisce mai che il fenomeno pedofilo è un fenomeno trasversale, che si presenta con un'incidenza maggiore in altre categorie rispetto ai preti cattolici. Ad esempio Filippo Di Giacomo, scrive su 'La Stampa', in un articlo dal titolo "Preti pedofili? La Chiesa sia credibile" (come molto spesso succede, il titolo non pare riflettere il contenuto) che: «Un pregiudizio tira l'altro e, man mano che la marea immonda dei preti cattolici accusati di pedofilia montava, sui media anglosassoni negli ultimi due decenni si è letto spesso: "è la Chiesa il vero pedofilo". Una macchia, attribuita alla persistenza della legge sul celibato per i sacerdoti cattolici di rito latino, ed estesa, proprio per questo, a decine di migliaia di chierici. In realtà, fonti non confessionali stabiliscono allo 0,3 per cento del clero la percentuale di infamia che si riferisce alla Chiesa Cattolica. Una percentuale del tutto simile a quella che colpisce i ministri di culto di altre confessioni religiose i quali forse perché non cattolici e perché operanti in terre anglosassoni, finiscono in tribunale ma vengono ignorati dai giornali». E prosegue: «Una percentuale notevolmente inferiore alle condanne per pedofilia inflitte agli educatori e agli insegnanti delle scuole pubbliche statunitensi e irlandesi, i due Paesi dove la pruderie di Sex crimes and the Vatican - il video che ha tanto eccitato Santoro e i suoi - ha pescato, casualmente, nel torbido». Anche Massimo Introvigne ha detto la sua sull'argomento.

Quarto. La partecipazione di Massimo Introvigne, prima invitato alla trasmissione, è stata poi cancellata dalla troupe di Santoro. Un contraddittorio fra Massimo Introvigne e Colm O'Gorman avrebbe contribuito senz'altro a chiarire le posizioni.

In conclusione, se ritenete che le informazioni che vi abbiamo appena dato siano rilevanti ai fini di una ricostruzione informata della vicenda , visto che ad "Anno Zero" non sono emerse, c'è da chiedersi se siete stati informati o disinformati. A voi la risposta.

Potete inserire i vostri commenti nel blog Giona.

scritto da giona | 00:46 | link | commenti (6)
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