Nigeria, Cartoons [Per ricevere la Newsletter via email: iscriviti a Giona]
Nigeria. Alle violenze dei musulmani a danno dei cristiani, è seguita un'altrettanto deprecabile vendetta dei cristiani e, domenica, il monito del Papa per la distruzione di chiese e moschee.
I commenti della stampa sulle posizioni assunte dai governi occidentali sono ironiche, sarcastiche, allarmate. Così Magdi Allam, Angelo Panebianco, Andrea Pamparana, Mons. Fisichella. Eugenio Scalfari non può certo venire accusato di essere un "teocon", pure, in un articolo dal significativo titolo "Islam, la chimera dei governi moderati" scrive: «l'Occidente deve chiedere agli Stati arabo-musulmani una rigorosa protezione di tutte le sue comunità istituzionali, laiche, religiose. Deve pretendere reciprocità».
Cartoons. Si, ancora cartoons. Ma non quelli danesi. parliamo dell' episodio «Bloody Mary» della serie di cartoni animati «South Park». Si tratta - scrive La Gazzetta del Mezzogiorno - di un controverso programma di cartoni animati, trasmesso da una TV neozelandese, in cui compare una «miracolosa» statua della Madonna che ha le mestruazioni. Qui alcune immagini: What is wrong with the statue?, The Pope Investigates, The Cardinal Investigates, Watch Closely..., Its a miracle!.
Nonostante le proteste, una campagna di boicottaggio lanciata dai vescovi cattolici, le veglie di preghiera ed un tentativo di ingiunzione giudiziaria, quelli di TvWorks hanno voluto trasmettere l' episodio. Per consentire agli spettatori - affermano - di formarsi una propria opinione sulla controversia (ed hanno riscosso un'audience record, sei volte la media delle altre puntate della serie). Non è il caso, ovviamente, di assalire le ambasciate ma forse una mail vale la pena di scrivergliela.
L'episodio colpisce particolarmente perchè segue da vicino i ben noti fatti di Danimarca. Resta un po' d'amaro in bocca quando si scopre che, in Italia, sarebbe stata modificata la canzone di Renato Carosone "Caravan Petrol", usata come sigla di 'La fattoria', sostituendo la parola "Allah" con "pascià". Qualcuno parla già di "islamically correct".
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scritto da giona | 22:49 | link | commenti
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Rassegna stampa, 25 febbraio 2006 [Per ricevere la Rassegna Stampa: iscriviti a Giona]
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Il Manifesto di Pera per il Polo «L’Occidente ritrovi l’identità» - Mario Sechi - [...] Il manifesto è il compimento di cinque anni di lavoro politico, la prosecuzione naturale degli esiti del convegno di Norcia (intitolato «A Cesare e a Dio») e della collaborazione tra istituzioni laiche e cattoliche (in particolare, la Fondazione Magna Carta, la Fondazione per la Sussidiarietà e la Compagnia delle Opere). Berlusconi ha dato il suo contributo e i suoi consigli e con Pera ha convenuto che i contenuti del manifesto debbano trovare non solo l'appoggio di Forza Italia e degli alleati, ma possa contare anche su un gruppo di punta di candidati che se ne facciano poi interpreti in Parlamento. Circolano i nomi di Magdi Allam, editorialista del Corriere della Sera e profondo conoscitore del mondo arabo, Fiamma Nirenstein, scrittrice esperta di Israele e Medio Oriente e Gaetano Quagliariello, professore di storia contemporanea alla Luiss e consigliere politico di Pera [...]. Vedi articolo su 'Il Giornale'. |
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Laicità e laicismo
- 23 feb - Quello scarto fra cultura laica e cattolica - Nello stesso giorno, il 18 febbraio scorso, in cui sulle pagine di "Avvenire" si registrava con amarezza il fatto che la quasi totalità dei quotidiani italiani aveva sostanzialmente ignorato la morte di don Divo Barsotti, sul supplemento "D" de "la Repubblica" Umberto Galimberti indicava ancora una volta nel cattolicesimo uno degli ostacoli più gravi sulla via che gli italiani dovranno percorrere per acquisire un autentico senso dello Stato e una diffusa etica civile. Precedentemente, come ha ricordato Malpelo, Ritanna Armeni, durante la trasmissione "Otto e mezzo" su "La 7", aveva ribadito la vecchia tesi secondo cui in occidente la responsabilità delle difficoltà connesse alla condizione femminile era in massima parte da ascriversi al cattolicesimo (si badi bene: il tema del dibattito era la donna nel mondo islamico!) [...]. Vedi articolo su 'Avvenire'.
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| 24 feb |
Arrestati due sacerdoti sotterranei nell’Hebei - Continua la campagna persecutoria dell’Associazione patriottica dell’Hebei per bloccare e controllare la Chiesa cattolica sotterranea cinese. Oggi si è avuta notizia dell’arresto di due sacerdoti sotterranei, Lu Genjun, 44 anni, e Guo Yanli, 39 anni. Fonti cinesi di AsiaNews dicono che padre Lu Genjun svolge da tempo il ruolo di vicario episcopale in una regione nella quale in passato sono scomparsi tre vescovi: mons. Han Dingxian, vescovo non ufficiale di Yongnian, mons. Giacomo Su Zhimin, 72 anni, ordinario della diocesi di Baoding, scomparso dal 1996 e mons. Francesco An Shuxin, 54 anni, ausiliare di Baoding, arrestato e scomparso nel 1997 [...]. Vedi articolo su 'AsiaNews'. |
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Islam, fondamentalismo, democrazia (e Cartoons)
- 20 feb - L'indignazione a corrente alternata - Magdi Allam - Ora che facciamo? Chiederemo scusa al presidente nigeriano Olusegun Obasanjo perché le vignette su Maometto hanno provocato la collera dei musulmani sfociando nel massacro di 16 cristiani e la distruzione di 11 chiese? [...]. Vedi articolo su 'corriere.it'.
- 20 feb - Islam, le prime scuse danesi - Il direttore del «Posten» scrive su un giornale saudita: «Non volevamo offendere» [...]. Vedi articolo su 'La Gazzetta del Mezzogiorno'.
- 20 feb - Inshallah, se Dio vorrà, ne abbiamo tutti bisogno . Applausi dai leader musulmani Vedi articolo su 'Il Messaggero'.
- 21 feb - Sindrome di Stoccolma - Angelo Panebianco - Bisognava aspettare che parlasse Benedetto XVI per sentire le parole ferme e chiare che i timorosi leader politici europei non sanno pronunciare. Il Papa ha deplorato la mancanza di rispetto per i simboli religiosi, ma ha anche dichiarato totalmente inaccettabile la violenza in nome della fede. [...] E l’Europa sa solo balbettare «ci vuole il dialogo » [...]. Vedi articolo su 'Il Corriere della Sera'.
- 21 feb - Scontri inter-religiosi nel nord della Nigeria, decine di morti - Almeno dieci persone sono morte ieri in scontri inter-religiosi nel nord della Nigeria, dopo un week-end di fuoco il cui bilancio finale è di 50 vittime. Scatenati da tensioni inter-confessionali sempre attive nel nord del gigante musulmano africano, gli scontri sono stati anche causati da un clima di incertezza politica, in cui le regioni settentrionali mal sopportano l'idea che il presidente Olusegun Obasanjo (cristiano, originario del sud ovest) voglia cambiare la Costituzione per ottenere un terzo mandato [...]. Vedi articolo su 'Il Manifesto'.
- 22 feb - Nigerian Christians Burn Mosques in Revenge Attacks, urfew Imposed - [...] A journalist with the Nigerian news agency NAN reported witnesses telling him that the riot was sparked off after a bus arrived from northern Nigeria bearing the corpses of Christian Igbos who perished in weekend religious violence after demonstrations against cartoons of Prophet Muhammad (peace be upon him).
Twenty-four people died in two Muslim-dominated northern cities in the bloodiest protests the world has so far seen over the cartoons [...]. Vedi articolo su 'arabnews.com'.
- 22 feb - La Gazzetta del Mezzogiorno Papa: dialogo con l'Islam - Il Pontefice condanna le vignette blasfeme ma anche chi ha fomentato l'ondata di violenza [...]. Vedi articolo su 'La Gazzetta del Mezzogiorno'.
- 22 feb - Cervellera: l'Europa è assente, pensa al petrolio - Vedi articolo su 'Il Messaggero'.
- 22 feb - «Inaccettabile il silenzio E' in gioco la libertà di tutti» - [...] «Non si possono mettere sullo stesso piano una vignetta e l'uccisione di un prete! Guardando al modo delle violenze a cui stiamo assistendo e alla loro continuità nei giorni, chiaramente organizzata, non si possono non avere profonde perplessità. La provocazione fu irresponsabile, ma questa violenza non può essere intesa né come una sua conseguenza, né come una reazione proporzionata a essa» [...]. [...]. Vedi articolo su 'Il Corriere della Sera'.
- 22 feb - Istanbul, cristiani dimezzati in 80 anni - Camille Eid - La presenza cristiana in Turchia è andata riducendosi negli ultimi decenni. Dai circa due milioni persone, un quarto della popolazione anatolica sotto l'Impero ottomano, i cristiani delle diverse confessioni sono oggi calati a solo 100 mila, appena lo 0,15 per cento [...]. Vedi articolo su 'Avvenire (Online)'.
- 22 feb - «In Turchia un clima sempre più ostile» - Vedi articolo su 'Avvenire (Online)'.
- 22 feb - La stupidità minaccia l'Occidente - [...] Ma davvero qualcuno vuol farci credere che le masse musulmane del cuore dell'Africa assaltano Chiese, uccidono sacerdoti e dissacrano i simboli della religione cristiana per vignette e t shirt esibite da un certo signor Calderoli? E da quando nelle disperate bidonvilles africane si guarda il Tg1 dell'amico Mimun? È vergognoso il pavido silenzio delle istituzioni della Comunità europea. È assordante il silenzio vile delle Nazioni Unite. Ed è doloroso e drammatico il silenzio, speriamo solo imbarazzato e non complice, della Lega Araba nei confronti degli estremisti che stanno con tutta evidenza soffiando sul fuoco.
[...] Ha ragione il Rettore dell'Università Lateranense, Monsignor Rino Fisichella, nell'osservare che «oggi è in gioco la libertà di tutti». La libertà però ha un prezzo, non viene mai via gratis. Qui non è in gioco solo il diritto dei cristiani di vivere la propria fede, ma il diritto stesso dell'esistenza di un sentimento religioso da parte dell'uomo. Il principio che è fondamentale nella nostra cultura occidentale è invece negato in una parte del mondo, nelle aree sotto l'influenza islamica [...]. Vedi articolo su 'Il Tempo'.
- 22 feb - Dall'Islam scattano appelli alla pace «Non toccate i cristiani innocenti» - Il re di Giordania invita alla moderazione. Ma in Nigeria iniziano le vendette - [...] NIGERIA A tre giorni dai tumulti anti-cristiani di Maiduguri, è arrivata la temuta vendetta. Nella città di Onisha, nella Nigeria sud-orientale, almeno due moschee sono state date alle fiamme in violenti scontri interconfessionali che, secondo varie fonti, hanno fatto anche numerosi morti. «La moschea sulla piazza del mercato sta bruciando e ho personalmente contato sei cadaveri, per le strade la gente fugge da tutte le parti», ha raccontato un testimone. Vedi articolo su 'La Gazzetta del Mezzogiorno'.
- 22 feb - Nigeria, vendetta dei cristiani uccisi 20 musulmani nel sud - Vedi articolo su 'La Repubblica'.
- 22 feb - Islam la chimera dei governi moderati - Eugenio Scalfari - [...] Sento dire che il problema si può risolvere appoggiando gli Stati arabo-musulmani moderati per contenere l'Islam antagonista e integralista e dar voce ad un Islam desideroso di modernità. È diventato ormai un luogo comune del buonismo occidentale. La speranzosa ricetta che dovrebbe scongiurare la vocazione muscolare che minaccia di impestare sia l'Oriente che l'Occidente. Ma quali sono gli Stati arabo-musulmani moderati?
[...] Ciò detto, l'Occidente deve chiedere agli Stati arabo-musulmani una rigorosa protezione di tutte le sue comunità istituzionali, laiche, religiose. Deve pretendere reciprocità. Non la può chiedere alle varie jihad, deve chiederle ai governi esistenti e deve portare avanti in casa propria appropriate politiche d'integrazione con le comunità immigrate.
Queste richieste di reciprocità includono, ovviamente, anche un'effettiva libertà religiosa ma non spetta ai governi innalzare la religione a simbolo dell'Occidente [...]. Vedi articolo su 'La Repubblica'.
- 22 feb - Finnish Broadcasting Company bans Muhammad pictures from its entertainment programmes - The Finnish Broadcasting Company (YLE) has decided to prohibit showing the Danish cartoons depicting the Prophet Muhammad in its entertainment programmes. Vedi articolo su 'Helsingin Sanomat - International Edition'.
- 24 feb - Nuova Zelanda: proteste contro un cartoon che irride la Madonna - Proteste, una campagna di boicottaggio lanciata dai vescovi cattolici, veglie di preghiera e un tentativo di ingiunzione giudiziaria non sono riusciti a fermare la trasmissione in una Tv neozelandese di un controverso programma di cartoni animati, in cui compare una «miracolosa» statua della Madonna che ha le mestruazioni. L'altra sera centinaia di persone si sono raccolte in una veglia di preghiera presso gli studi di Auckland della rete Tv Works, mentre veniva trasmesso l' episodio «Bloody Mary» della serie di cartoni animati «South Park»
[...] Per tutta risposta alle proteste degli ultimi giorni, la rete Tv Works aveva deciso di anticipare la data di riprogrammazione, da maggio prossimo all'altra sera, ed ha riscosso una audience record [...] I produttori hanno ammesso di aver ricevuto centinaia di telefonate e e-mail prima della messa in onda, di cui circa l'85% di proteste, ma hanno detto di aver voluto trasmettere subito l' episodio, per consentire agli spettatori di formarsi una propria opinione sulla controversia [...]. Vedi articolo su 'La Gazzetta del Mezzogiorno'.
- Alcune immagini: What is wrong with the statue?, The Pope Investigates, The Cardinal Investigates, Watch Closely..., Its a miracle!, .
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- 23 feb - Troppe scuse a Gheddafi - Magdi Allam - Chi l'avrebbe mai detto che saremmo dovuti intervenire a difesa di Roberto Calderoli, per scagionarlo dall'accusa di aver provocato l'assalto terroristico di Bengasi? [...] La nostra classe politica, governo e opposizione, sembrano impegnati in un numero di magia che esorcizzerebbe il nemico e il pericolo facendo finta che non esistano e professandoci buoni, dialoganti e pacifici. Ci scusiamo con Gheddafi per l'attacco al nostro consolato. Ci scusiamo con l'insieme dei musulmani per le vignette pubblicate da un quotidiano danese quando lo stesso governo danese, attenendosi allo stato di diritto, non si è scusato. Ma al tempo stesso incrociamo le dita sperando che Dio ce la mandi buona. Insomma, neghiamo l'evidenza e ci facciamo del male. Vedi articolo su 'Il Corriere della Sera'.
- 23 feb - Cristiani all'attacco 20 musulmani morti - Vedi articolo su 'Il Manifesto'.
- 24 feb - Oriana Fallaci: sto preparando una vignetta su Maometto - [...] La Fallaci ha spiegato di voler raffigurare Maometto «con le sue nove mogli, fra cui la bambina che sposò a 70 anni, le sedici concubine e una cammella con il burqa. La matita, per ora, si è infranta sulla figura della cammella, ma il prossimo tentativo probabilmente andrà meglio» [...]. Vedi articolo su 'Il Corriere della Sera'.
- 24 feb - Pera: "No alla guerra di civiltà ma l'Occidente difenda suoi valori" - [...] "We have to stick very much to these values," said José Manuel Barroso, the president of the European Commission. "If not, we are accepting fear in this society."
Referring to his youth during a totalitarian regime in Portugal, Mr. Barroso, a former Portuguese prime minister, said in an interview that Europe had to defend its right to have in place a system that allowed the publication of the cartoons. [...]. Vedi articolo su 'Repubblica'.
- 24 feb - 'La fattoria', polemica sulla sigla la parola "pascià" al posto di "Allah" - Modificata la canzone di Renato Carosone "Caravan Petrol" - Qualcuno parla già di "islamically correct". Forse è eccessivo, ma incuriosisce conoscere il motivo che c'è dietro alla scelta di sostituire il passaggio "Allah, Allah, Allah" con "Pasciàa, pascià, pascià" nel ritornello della celebre canzone di Renato Carosone, Caravan Petrol, usata come sigla del reality show La fattoria. Il programma, in onda il mercoledì su Canale 5, è giunto alla sua seconda puntata, e tanto è bastato perché se ne accorgesse un attento spettatore, appassionato di canzoni napoletane. Che ha segnalato l'anomalia con una lettera al settimanale Tv Sorrisi&Canzoni. Pronta la replica del capo-progetto del reality, Cristiana Farina: "La sigla scelta è funzionale al nostro programma, incentrato quest'anno proprio sulla figura del pasha" [...]. Vedi articolo su 'Repubblica'.
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scritto da giona | 21:14 | link | commenti (1)
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Per l'Occidente, e per l'Educazione [Per ricevere la Newsletter via email: iscriviti a Giona]
La crisi del mondo occidentale si sta mostrando in tutta la sua gravità: una civiltà che vacilla per una questione di vignette e di magliette, una civiltà che si piega davanti ai dittatori, è una civiltà che non ha più niente da difendere, e che sta implodendo su se stessa.
Noi non ci stiamo. Siamo fermamente convinti che lo scontro di civiltà sia da evitare e che il dialogo sia necessario, ma per dialogare occorre aver chiara la propria identità. L'Occidente incarna ancora, nonstante tutto, la nostra speranza di realizzare nella libertà i desideri del nostro cuore. Noi qualcosa da difendere e da comunicare, qualcosa da affermare l’abbiamo.
Per questo chiediamo a tutti di prendere coscienza del grave momento storico che stiamo attraversando, ed invitiamo tutti ad aderire a due appelli particolarmente significativi: il primo, per l'occidente, che descrive la situazione che stiamo attraversando e indica alcuni punti fermi da cui ripartire, con un'ottica laica, ed il secondo che indica il metodo, e cioè l'educazione.
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scritto da giona | 23:19 | link | commenti
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Dialogo, Cartoons [Per ricevere la Newsletter via email: iscriviti a Giona]
Dialogo. Il De Mauro definisce il dialogo come "scambio di pensieri, idee, opinioni e sim., spec. allo scopo di trovare un’intesa, un accordo". Le condizioni per il dialogo sono quindi che due o più persone siano disposte a comprendere le posizioni dell'altro e - se convinte - a cambiare le proprie. In alternativa il dialogo può anche solo portare ad un compromesso che eviti conflitti gravi: apprezzabile, ma ha più a che fare con la politica. Noi ci riferiamo al dialogo nella sua forma più alta: quella che mette in gioco le convinzioni della persona.
Dialogo è un termine 'potente' - chi può preferire un conflitto al dialogo? - ma spesso usato in maniera ambigua, e non sempre involontariamente. Il Manifesto, in un articolo su Don Andrea Santoro - definito 'uomo del dialogo' - affermava che don Andrea si ispirava alla spiritualità di Charles de Foucauld, che visse e morì fra tuareg nel deserto «senza operare conversioni». In questo caso l'uso del termine è improprio: un dialogo che escluda la possibilità che l'interlocutore cambi, e la disponibilità a cambiare, è solamente una chiacchierata. Noi pensiamo che Don Andrea fosse un vero 'uomo del dialogo', non uno cui piaceva chiacchierare.
Mons. Fitzgerald, già Presidente della Commissione pontificia che si occupa dei rapporti con l'islam e recentemente trasferito in Egitto come Nunzio, è stato pure lui definito "uomo del dialogo". Quando Magdi Allam scrisse di "nuove catacombe degli islamici convertiti" alludendo alla situazione dei convertiti dall'Islam al Cristianesimo in Italia, costretti a nascondersi per timore di ritorsioni da parte degli ex-correligionari, il commento del Monsignore, come riportato dal Corriere della Sera del 4 settembre 2003, sarebbe stato: «[...] C’è una società più libera rispetto a quella di provenienza. Questo lascia la possibilità di un cambiamento di religione. Si deve sempre chiedere le motivazioni di questo cambiamento. Talvolta si presenta con il desiderio di essere un vero italiano. Ma uno potrebbe essere italiano e al tempo stesso essere musulmano. Avrei una preoccupazione all’arrivo, nel senso dell’accoglienza nella comunità cristiana. E’ un problema che riguarda tutti, non solo i musulmani. C’è un tempo di preparazione alla fede cristiana nel gruppo. Ma poi quando è finito, viene a mancare il sostegno del gruppo». Si poteva definire questa posizione come dialogo? No, magari è più appropriato definirla una mediazione politica. Infatti le situazioni cui si riferivano i commenti tutto erano meno che situazioni di dialogo: sarebbe stato più giusto, ma tutti sembravano dimenticarlo, invitare al 'dialogo' coloro che minacciavano i convertiti.
Situazioni di questo tipo si presentano sempre più frequentemente: gli inviti al 'dialogo' sono a senso unico e trascurano tranquillamente la salvaguardia dei perseguitati. Ed ovviamente sono inaccettabili. L'ultimo caso è quello dei 45 cristiani uccisi in Nigeria in seguito alle proteste contro la pubblicazione da parte di alcuni giornali europei delle vignette sul profeta Maometto. Se, come è giusto si deve dialogare, non si può non tenere conto sia delle offese fatte ai fedeli musulmani che dell'ingiusto omicidio di 45 innocenti.
Cartoon. Ci viene il sospetto di una (incredibile?) convergenza fra i fanatici che propongono di decapitare chi insulta l'Islam ed i nostri artisti d'avanguardia, che non ci hanno pensato due volte a decapitare Oriana Fallaci.
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scritto da giona | 22:22 | link | commenti
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Rassegna stampa, 18 febbraio 2006 [Per ricevere la Rassegna Stampa: iscriviti a Giona]
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Trasferito in Egitto l'uomo del dialogo - Orazio Petrosillo - [...] Il Papa ha nominato ieri nunzio in Egitto e delegato presso la Lega Araba, l’arcivescovo inglese Michael Louis Fitzgerald, dall’ottobre 2002 presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo con le altre religioni (escluso l’ebraismo) e con l’Islam in primo luogo. E’ la prima volta che un capo-dicastero venga ”retrocesso” a nunzio (da ministro ad ambasciatore). Già nel 2003 Fitzgerald era tra i candidati alla porpora. La sua mancata promozione suscitò meraviglia. Si disse che forse Giovanni Paolo II non condivideva il suo stile troppo dialogico con l’Islam e un eccesso di pluralismo religioso. Il suo trasferimento di ora rafforza tale supposizione, anche se rimane nell’area di sua competenza. Si ritiene che Benedetto XVI voglia essere più fermo sulle posizioni teologiche di diversità con l’Islam [...]. [Il Messaggero - 16 febbraio 2006] |
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Laicità e laicismo
- 15 feb - «Il crocifisso deve restare nelle aule» - Una sentenza che farà discutere. Il crocifisso deve restare nelle aule scolastiche non perchè sia un «suppellettile» o un «oggetto di culto», ma perchè «è un simbolo idoneo ad esprimere l'elevato fondamento dei valori civili» (tolleranza, rispetto reciproco, valorizzazione della persona, affermazione dei suoi diritti, etc...) che hanno un'origine religiosa, ma «che sono poi i valori che delineano la laicità nell'attuale ordinamento dello Stato». Lo ha stabilito il Consiglio di Stato che, con un'importante e articolata sentenza, ha respinto il ricorso di una cittadina finlandese, Soile Lauti, che chiedeva la rimozione del crocifisso dalla scuola media frequentata dai suoi figli ad Abano Terme (Padova) [...]. Vedi articolo su 'corriere.it'.
- 15 feb - Sentenza del Consiglio di Stato "Lasciate i crocifissi nelle aule" - [...] Il Consiglio di Stato ritiene che la laicità dello Stato non è affatto intaccata dall'esposizione del crocifisso, anzi: appendere quel simbolo nelle aule, suggerisce agli scolari i valori a cui si ispira l'ordinamento costituzionale. "Il crocifisso- sottolinea il Consiglio di Stato - svolgerà una funzione simbolica educativa a prescindere dalla religione professata dagli alunni" [...]. Vedi articolo su 'repubblica.it'.
- 15 feb - Sentenza sul crocifisso. Viale: un’offesa ai cattolici - Silvio Viale, Presidente della Associazione Radicale Adelaide Aglietta - [...] ALa sentenza del Consiglio di stato è un passo indietro che è stato offerto alle strumentalizzazioni elettorali. Il punto non è tanto, se il Crocifisso possa essere esposto in aula, ma la motivazione, che è un vero insulto ai principi di laicità e di uguaglianza. Vedi comunicato su 'radicali.it'.
- 16 feb - Messi in croce - Roberto Zanini - [...] La battaglia per la laicità in questo paese è quasi del tutto sulle spalle di un'astronoma, Margherita Hack - onore al merito - e quasi per niente sulle spalle di deputati e senatori che, nell'ultimo quinquennio, hanno prodotto al massimo un pugno di interpellanze. Il fatto è che la croce è molto popolare, che sia giusta o meno passa in secondo piano. Meno male che i laici italiani sono persone beneducate e gli islamici gente tollerante. A parti invertite, un leghista medio avrebbe già fatto sfracelli. Vedi articolo su 'Il Manifesto'.
- 16 feb - Se il crocifisso nelle aule diventa simbolo di laicità - Francesco Merlo - [...] Ebbene, il Consiglio di Stato perdoni l’impertinenza, ma sentenziare che Cristo è laico equivale a stabilire che l’asino vola. L’eguaglianza tra “A” e “non A” è infatti una violazione del principio identitario che nessun disagio storico può giustificare. [...] Anche noi laici pensiamo che davvero il crocifisso è un simbolo inseparabile dai nostri pensieri e dai nostri più profondi sentimenti, che c’è un’identità tra noi e l’immagine di Cristo, che il crocifisso è il profilo antropologico dell’Occidente. Poco ci interessa di stabilire la verità storica del Cristo, mentre ci piace tutta l’iconografia cristiana, ci piacciono la sua barba e i suoi capelli, abbiamo introiettato i suoi occhi e le sue mani. [...] mai altri giudici riusciranno a eguagliare la bizzarria retorica di questi cinque magistrati del Consiglio di Stato che per lasciare Cristo sul muro di una scuola media di Abano Terme hanno sottratto Cristo a Cristo riducendolo a guardia di una identità territoriale. [...].
[Repubblica - 16 febbraio 2006] Vedi copia dell'articolo su 'radicali.it'.
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| 17 feb |
«Ecco l'Europa che perseguita i gay» - Lucia Sgueglia - La denuncia di Hrw: «Botte e repressione, in Polonia omofobia di Stato». E la Russia vieta il pride [...] Quella di Hrw non è la prima reprimenda sul tema rivolta a Varsavia. A gennaio il Parlamento Europeo - preoccupato dalla crescita dell'omofobia in Polonia e negli altri stati dell'Est entrati nella Ue dal 2004 - ha adottato una risoluzione che invita tutti i paesi membri a condannare ogni discorso o atto che inciti all'odio e alla violenza antigay [...]. Vedi articolo su 'Il Manifesto'. |
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Uomini e embrioni
- 15 gen - Primo round sulle staminali - [...] L’iniziativa ha il nome ambizioso di “Primo Congresso mondiale per la libertà di ricerca scientifica” e a organizzarlo è l’Associazione Luca Coscioni con il patrocinio del Comune e della Provincia di Roma e del presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo [...]. Vedi articolo su 'Il Messaggero'.
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Islam, fondamentalismo, democrazia (e Cartoons)
- 5 feb - Pera: "Ma ai paesi islamici chiedo parità per i cristiani" - [...] Torniamo al punto di partenza: dobbiamo rassegnarci alla nefasta previsione di Samuel Huntington: Islam e Occidente sono "condannate" al conflitto.
"Obiettivamente c'è una situazione internazionale che preoccupa. Mi rifaccio alle parole usate da Papa Ratzinger con il corpo diplomatico: 'Non a torto si dice che esiste uno scontro di civiltà'. L'interrogativo è: come evitarlo? La mia risposta, attingendo ancora alle parole di Benedetto XVI, è: con la verità sull'uomo. L'uomo ha dignità in sé, quale che sia la sua appartenenza. E soggetto di diritti proprio perché ha questa dignità dappertutto. Questa verità è l'antidoto migliore, contro lo scontro di civiltà". Questo è un enunciato, presidente. Come si traduce in pratica? "Predicando e praticando questa verità, prima di tutto nell'Occidente. Ma poi anche in ogni altro Paese del mondo, perché solo su questa, che è una verità universale, possono nascere la reciprocità, il rispetto, l'uguaglianza, la convivenza, la pace". [...]. Vedi articolo su 'repubblica.it'.
- 16 gen - Nelle scuole arabe si insegna a odiare ebrei e cristiani: «Sono nemici di Dio» - Nonie Darwish (Figlia del capo dei servizi segreti egiziani a Gaza negli anni ’50) - [...] La pace non è mai stata un'opzione, anzi, veniva considerata come un segno di sconfitta e debolezza. Le nostre canzoni ripetevano che «gli ebrei sono i nostri cani», animali considerati impuri nella cultura araba. Ogni critica e interrogativo erano vietati. Quando presentavo un dubbio, mi veniva detto che «i musulmani non possono amare i nemici di Dio, e coloro che lo fanno non riceveranno alcuna pietà in inferno». Più avanti negli anni, mentre visitavo un amica cristiana al Cairo durante le preghiere del Venerdì, abbiamo entrambe ascoltato gli attacchi verbali contro i Critisani e gli Ebrei provenire dagli altoparlanti delle moschee. Dicevano: «Possa Dio distruggere gli infedeli e gli ebrei, i nemici di Dio. Non dobbiamo esserli amici né trattare con loro». Abbiamo sentito i fedeli rispondere «Amen». La mia amica aveva paura e io mi sono vergognata. Non è facile essere un infedele e vivere un un paese musulmano [...]. Vedi articolo su 'Il Tempo'.
- 14 feb - Santoro akbar, prete martire - Vedi articolo su 'Il Foglio'.
- 14 feb - Cartoonists asked “What is the limit of Western freedom of expression?” - In a collaborative effort, the Iran Cartoon House and the newspaper Hamshahri have invited the world’s cartoonists to participate in a competition entitled “What Is the Limit of Western Freedom of Expression?”.
“The contest aims to pose the question in order to discover a lost reality, i.e., whether it is possible to draw cartoons on the Holocaust or not. If the Holocaust is true, it must be questioned with no fear,” Hamshahri Editor in Chief Mohammadreza Zaeri said during a press conference held at the daily’s offices in Tehran on Tuesday [...]. Vedi articolo su 'tehrantimes.com'.
- 14 feb - Olocausto, l'autore della vignetta: «Un falso» - [...] «Vignetta fatta per il mio giornale nel 2002» - [...] Leunig, che lavora per il quotidiano di Melbourne The Age, ha chiesto e ottenuto che la vignetta e le parole scritte sotto il suo nome fossero rimosse dal sito web. «Questa è una frode e un falso che crediamo provenga dall'Australia» ha detto alla radio Abc. «Io non ho presentato la vignetta a voi e le parole non sono mie», ha detto Leunig al direttore del giornale iraniano, che ha raggiunto telefonicamente la scorsa notte [...]. [...]. Vedi articolo su 'corriere.it'.
- 14 feb - Even bigots and Holocaust deniers must have their say - Ronald Dworkin - The British media were right not to publish the Danish cartoons, but that doesn't mean freedom of speech should have limits [...]. Vedi articolo su 'Il Giornale'.
- 14 feb - L'odio del mondo e un aperitivo anti cattolico - Luigi Negri (Vescovo di San Marino-Montefeltro) - [...] Qualche giorno fa in un villaggio di una piccola isola delle Filippine, sono stati massacrati sei cristiani (fra i quali una bimba di nove mesi). Alla domanda urlata brutalmente nel cuore della notte da un commando armato, «Siete cristiani o musulmani?», questi nostri fratelli hanno risposto, come i martiri dei primi secoli, «Siamo cristiani». Sono stati massacrati e hanno pagato con la vita la loro così semplice e fondamentale testimonianza. [...] A tutti quelli che soffrono spasmodicamente per le offese all'islam, vorrei ricordare che al bar autogestito durante una occupazione universitaria, nell'ambito di una grande iniziativa "culturale" (e il Manzoni direbbe: Ma guarda dove va a finire la cultura!), su Pacs, Chiesa e legge 194, il menù prevedeva: "Aperitivo anticattolico, musica blasfema, bestemmia libera" [...]. Vedi articolo su 'Tempi'.
- 15 feb - Europe Is Warned That Its Values Are Under Siege - [...] "We have to stick very much to these values," said José Manuel Barroso, the president of the European Commission. "If not, we are accepting fear in this society."
Referring to his youth during a totalitarian regime in Portugal, Mr. Barroso, a former Portuguese prime minister, said in an interview that Europe had to defend its right to have in place a system that allowed the publication of the cartoons. [...]. Vedi articolo su 'New York Times'.
- 18 feb - Croce bruciata a Teheran - E in Pakistan «taglia» sugli autori delle vignette anti-Islam - Vedi articolo su 'La Gazzetta del Mezzogiorno'.
- 18 feb - Offese all'Islam, 15 cristiani uccisi in Nigeria - [...] I dimostranti hanno preso di mira la comunità cristiana dopo che la polizia era riuscita bloccare la manifestazione contro le vignette e aveva disperso la folla usando gas lacrimogeno. Fonti di polizia hanno riferito che 115 persone sono state arrestate, una quindicina uccise dai manifestanti e che 11 chiese sono state date alle fiamme. In Nigeria, circa metà della popolazione, 60 milioni di persone, è di fede musulamana [...]. Vedi articolo su 'corriere.it'.
- 18 feb - US asks Palestinians to return aid - Sue Pleming - The United States has asked the Palestinian Authority to return $50 million in U.S. aid because Washington does not want a Hamas-led government to have the funds, the State Department said on Friday [...]. Vedi articolo su 'Yahoo! News'.
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Giona (Sito aderente a Samizdatonline)
scritto da giona | 08:04 | link | commenti
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Don Andrea Santoro [Per ricevere la Newsletter via email: iscriviti a Giona]
Don Andrea Santoro aveva scritto al Papa, pochi giorni prima di essere assassinato, invitandolo a visitare la chiesa di "Sancta Maria" nella città di Trabzon sul Mar Nero. E' stato il Papa stesso a parlarne nell'Udienza Generale dell'8 febbraio 2006, notando la «testimonianza di amore e di adesione a Cristo e alla sua Chiesa» di Don Andrea e concludendo con queste parole: «Il Signore accolga l'anima di questo silenzioso e coraggioso servitore del Vangelo e faccia sì che il sacrificio della sua vita contribuisca alla causa del dialogo fra le religioni e della pace tra i popoli.
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Nello stesso giorno Padre Bernardo Cervellera in un bell'articolo su Asianews (Per non uccidere don Andrea una seconda volta), paventava la vanificazione del senso del martirio di Don Andrea da parte di coloro che «lo trasformano in un profeta del multiculturalismo e del dialogo a priori, paurosi nell’affermare la chiara e bella identità cristiana di questo sacerdote».
Fortunatamente Il Manifesto, vigile contro i «tentativi di piegare il significato della morte del missionario [...] a posizioni preconfezionate», ha notato la strumentalizzazione di Asianews ed ha pensato bene di mettere in chiaro le cose: «don Andrea si ispirava alla spiritualità di Charles de Foucauld (proclamato beato) che, proprio in nome del Cristo, desiderava farsi «fratello universale» dei tuareg nel deserto, visse e morì fra costoro, senza operare conversioni».
E Maria, Marina e Maria, le tre parrocchiane georgiane di Don Santoro che dicevano nella lettera, trasmessa da Don Santoro al Papa: «prega per don Andrea e Loredana, che Dio dia loro forza e a Trabzon per mezzo loro la Chiesa cresca e si moltiplichi»?
Beh, cosa volete? Nessuno è perfetto. Proponiamo di inviare loro un abbonamento a Il Manifesto.
scritto da giona | 20:08 | link | commenti (1)
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Cartoons II [Per ricevere la Newsletter via email: iscriviti a Giona]
Intervista a Kåre Bluitgen, l'autrice del libro per ragazzi su Maometto che nessuno voleva illustrare [The Scotsman].
Presa di posizione della Santa Sede, per la quale il diritto alla libertà di pensiero e di espressione, sancito dalla Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo, non può «implicare il diritto di offendere il sentimento religioso dei credenti. Tale principio vale ovviamente in riferimento a qualsiasi religione» [Il Tempo]. Per il capo dell'associazione dei giornalisti norvegesi il diritto di offendere è vitale per la libertà d'espressione [Reuters]. I governi occidentali reagiscono con cautela, USA: "Le immagini antimusulmane sono inaccettabili, come quelle antiebraiche e anti-cristiane"; Gran Bretagna: "Il diritto alla libertà di parola deve essere esercitato, in tutte le società e culture, responsabilmente, e non deve arrivare all'insulto", Francia: "La libertà di'espressione è in diritto, ma implica anche il dovere di esercitarla responsabilmente" [BBC NEWS]. Un lettore danese scrive al Jordan Times: sono dispiaciuto della mancanza di rispetto dele Jyllands-Posten, ma dovete capire che è solo un giornale, e non rappresenta i danesi" [Jordan Times]. Infine, il commento de 'Il Foglio': «Fanatismi incendiari contro ordinarie viltà» [Il Foglio].
Riarrestati i due direttori dei giornali giordani Hashem Al Khalidi, di Al-Mehwar weekly, e Jihad Momani, di Shihan [Middle East Times]. Farid Mortazavi, direttore di Hamshahri, un quotidiano di Teheran, propone «un concorso internazionale di vignette sull'Olocausto» [Il Giornale].
Don Andrea Santoro è stato ucciso da un liceale di 16 anni che, secondo la tv turca, era sconvolto dalle vignette su Maometto [Il Corriere della Sera].
Giona (Socio di Samizdatonline)
scritto da giona | 06:29 | link | commenti (1)
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Cartoons [Per ricevere la Newsletter via email: iscriviti a Giona]
Scriviamo della vicenda dei cartoons danesi su Maometto. Prima di tutto esaminiamoli, sono quasi introvabili, li potete vedere pubblicati in questo articolo, qui l'immagine jpeg.
Cosa è successo - La cronistoria dei fatti è riportata in calce a questo commento, di seguito una breve sintesi.
Il fatto di partenza è la pubblicazione - il 30 settembre 2005 - da parte del giornale danese Jyllands-Posten, di dodici vignette che ritraggono Maometto. L'obiettivo dichiarato è combattere l'auto-censura nel mondo occidentale in tema di Islam.
Seguono una marea di proteste da parte di organizzazioni musulmane e le condanne del Consiglio d'Europa e dell'ONU. Contribuisce a alimentare la tensione un 'tour' che un gruppo di leader islamici ed Imam danesi avrebbe svolto - come ha dichiarato il giornale danese Extra Bladet ad inizio gennaio - nei vari stati musulmani con la diffusione di un rapporto di 43 pagine e di 15 vignette invece delle dodici iniziali, (ecco qui, qui e qui le tre aggiuntive). Akhmad Akkari, portavoce delle 21 associazioni musulmane danesi che hanno organizzato il tour, spiega che i tre disegni - spediti in forma anonima a musulmani danesi - sono stati aggiunti per documentare l'odio contro i musulmani in Danimarca.
Il 10 gennaio il giornale norvegese Magazinet, degli evangelici, ripubblica le vignette. La Norvegia fa le sue scuse. Seguono, in vari paesi musulmani il boicottaggio ai prodotti danesi e le offese alla bandiera danese (contrassegnata da una croce) e, in Siria, l'incendio delle Ambasciate di Danimarca e Norvegia. Bruciano le bandiere danesi nel mondo arabo.
France Soir pubblica le vignette. Pubblicazione di alcune delle stesse, in appoggio al Jyllands-Posten, in Germania, Olanda, Italia, Spagna. Pubblica le vignette anche Jihad Momani, direttore del giornale giordano Al-Shihan . Licenziamento del direttore di France Soir e di Jihad Momani. Carsten Juste, direttore del Jyllands-Posten, dichiara che hanno vinto loro. "Penso che nessuna, nella prossima generazione, ritrarrà il Profeta Maometto in Danimarca, perciò devo ammettere con vergogna che hanno vinto".
Cosa ne pensiamo - E' stato uno scontro voluto ed organizzato dagli estremisti islamici europei, la Commissione Europea e l'ONU hanno agito come da copione. Queste opinioni sono rafforzate dalla conferma da parte dell'Unione Europea dei finanziamenti all'Autorità Palestinese sinchè - pietosa giustificazione - mantenga l'impegno alla pace con Israele e dalla notizia che Naguib Mahfouz, premio Nobel egiziano, ha chiesto il permesso alle autorità islamiche per la pubblicazione di un proprio libro.
Ci piacerebbe capire se i "conigli mannari" [v. "Il Mulino del Po"] nostrani - quelli che innumerovoli volte hanno giustificato, senza alcun rischio, l'offesa dei sentimenti dei cristiani e dei cattolici con la motivazione della 'libertà d'espressione' - intendono impegnarsi - con qualche rischio questa volta - per la difesa di una "libertà d'espressione" così concretamente minacciata oggi. E sarebbe interessante capire se il criterio del rispetto dei sentimenti religiosi altrui sia da applicare: sempre, o subordinatamente alla capacità di reazione e di mobilitazione di chi viene oltraggiato, oppure mai.
Pensiamo inoltre che da oggi, in ogni caso, saremo tutti un po' meno liberi. Ha ragione Carsten Juste.
Giona (Socio di Samizdatonline)
Cartoons - La cronistoria
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30 set 05 - La scrittrice danese Kåre Bluitgen non riesce a trovare artisti disposti ad illustrare un suo libro per bambini su Maometto. Il Jyllands-Posten, un giornale danese di tendenze conservatrici, pubblica i dodici cartoons incriminati, con l'obiettivo di combattere l'auto-censura che governa gran parte del mondo occidentale.
12/22 ott 05 - Jihad contro il giornale, Proteste dei Musulmani e minacce. Il Jyllands-Posten ingaggia delle guardie per proteggere i propri impiegati.
25 ott 05 - Il primo ministro danese nega un incontro agli ambasciatori musulmani in Danimarca: "E' questione di principio. Non ho intenzione di incontrarli perchè è chiaro su quali principi si basa la democrazia danese e che non ce n'è ragione".
4/8 nov 05 - Cortei di protesta dei Musulmani, il Pakistan condanna come «atto di islamofobia» la pubblicazione dei cartoon.
7 dic 05 - Louise Arbour, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, esprime la propria preoccupazione per le 12 vignette pubblicate dal Jyllands-Posten ed afferma che gli esperti di razzismo delle Nazioni Unite prenderanno in esame la vicenda.
11 dic 05 - Al-Azhar, la sede di studi religiosi più autorevole del mondo sunnita, propone di sottoporre la questione all'ONU.
14 dic 05 - Offerta una taglia, dal partito religioso pakistano Jamaat-e-Islami, a chiunque uccida gli illustratori dei cartoon.
21 dic 2005 - Il Consiglio d'Europa critica il governo danese per i suo rifiuto di intraprendere azioni in merito alle vignette "insultanti" del Profeta Maometto e nota una patina d'intolleranza in alcuni media danesi.
28 dic 05 - Una organizzazione culturale islamica, la "Islamic Educational, Scientific and Cultural Organization (ISESCO), minaccia il boicottaggio della Danimarca da parte di 51 stati musulmani se non arriveranno delle scuse.
7 gen 06 - Dichiarazioni distensive del primo ministro danese, che dichiara che la libertà d'espressione non dovrebbe essere usata per opprimere una parte della società.
10 gen 06 - Il giornale norvegese Magazinet, degli evangelici, ripubblica i cartoon, in difesa della libertà d'espressione. L'Organizzazione della Conferenza Islamica (OIC), che raggruppa 57 stati musulmani, denuncia il fatto. Proteste dei musulmani norvegesi e minacce via email a Magzinet da tutto il mondo.
11/12 gen 06 - Il giornale danese Extra Bladet pubblica la notizia che un gruppo di leader islamici ed Imam danesi, nel corso di un giro di visite in stati islamici, ha diffuso un rapporto di 43 pagine e 15 cartoon invece dei dodici iniziali, eccoli qui, qui e qui. Akhmad Akkari, portavoce delle 21 associazioni musulmane danesi che hanno organizzato il tour, spiega che i tre disegni - spediti in forma anonima a musulmani danesi - sono stati aggiunti per documentare l'odio contro i musulmani in Danimarca. Il primo ministro danese stigmatizza il fatto che persone cui è stato concesso il diritto di vivere in Danimarca incitino all'antipatia nei confronti della nazione e del suo popolo.
21 gen 06 - La International Union for Muslim Scholars (IUMS) ammonisce Norvegia e Danimarca a interrompere gli atti volti ad offendere l'Islam.
26 gen 06 - I consumatori dell'Arabia Saudita minacciano di boicottare i prodotti della danese Arla Foods. La Confedereazione industriale danese, cerca di prendere le distanze dal Jyllands-Posten e sollecita il giornale a motivare la propria decisione di pubblicare i cartoon.
27/28 gen 06 - La Norvegia fa le sue scuse per la pubblicazione del cartoon. La Muslim World League (MWL) chiede un intervento dell'ONU. Naguib Mahfouz, premio Nobel egiziano, chiede il permesso alle autorità islamiche per pubblicare un proprio libro in Egitto. L'imam di di Bruxelles denuncia il comportamento di Danimarca e Norvegia e lamenta il silenzio delle organizzazioni per i diritti umani.
30 gen 06 - Vittoria di Hamas in Palestina, l'Unione Europea conferma i finanziamenti all'Autorità Palestinese sinchè mantenga l'impegno alla pace con Israele. Il Jyllands-Posten dichiara che le immagini non intendevano essere offensive e non contravvenivano la legge danese ma si scusa per avere offeso molti musulmani, successivamente 27 gruppi di musulmani danesi definiscono la dichiarazione "ambigua".
1/5 feb 2006 - France Soir pubblica le vignette. Pubblicazione di alcune delle stesse, in appoggio al Jyllands-Posten, in Germania, Olanda, Italia, Spagna. Pubblica le vignette anche Jihad Momani, direttore del giornale giordano Al-Shihan . Licenziamento dei direttori di France Soir e di Al-Shihan. Incendio delle ambasciate di Danimarca e Norvegia in Siria. Bruciano le bandiere danesi nel mondo arabo.
Commenti - Magdi Allam scrive che le azioni sono coordinate da veri e propri centri di comando che risiedono in Europa e chiede per quale ragione ai musulmani è ampiamente concesso ritrarre vignette offensive dei cristiani e degli ebrei, senza che sia stata proclamata alcuna «guerra santa» contro l'insieme dell'islam, mentre tutto il mondo sarebbe tenuto a un particolare riguardo nei confronti della sensibilità dei musulmani. Charles Moore sul Telegraph lamenta le offese alla bandiera danese (contrassegnata da una croce): facendo ciò - rileva - hanno offeso la mia religione, il cristianesimo. Carsten Juste, direttore del Jyllands-Posten, dichiara che hanno vinto loro. "Penso che nessuna, nella prossima generazione, ritrarrà il Profeta Maometto in Danimarca, perciò devo ammettere con vergogna che hanno vinto".
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scritto da giona | 01:49 | link | commenti (1)
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