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domenica, settembre 25
Rassegna stampa, 25 settembre 2005 Laicità e laicismo - Cambiano le situazioni, adesso si parla di PACS, ma la domanda rimane la stessa: un membro della Chiesa cattolica - un prete, od un cardinale, ad esempio il Card. Ruini - può esprimere liberamente le proprie opinioni sui temi politici e sociali? Oppure non può, ed è addirittura doveroso denunciare chi si permette di esprimersi liberamente, magari entrando in Chiesa e registrandone l'omelia per raccogliere eventuali prove del reato di opinione commesso? Sergio Romano, ammette che considerando «le parole di Ruini da un punto di vista astrattamente liberale» non si possa non tenere conto che anche Ruini gode dei diritti costituzionali, ma «vi sono circostanze in cui certi principi liberali sono [...] troppo astratti», perchè in Italia la Chiesa gode «di una autorità infinitamente superiore a quella di cui gode in qualsiasi altro Paese europeo» e non è applicato il principio della separazione fra Stato e Chiesa. Per Eugenio Scalfari «è ovvio che i preti e i vescovi abbiano piena libertà di parola ma non è vero che essi siano cittadini italiani come tutti gli altri». Infatti - prosegue - poichè la Chiesa ha stipulato un concordato con lo Stato italiano, i Vescovi «hanno accettato di lasciare interamente all'autorità civile l'organizzazione politica e legislativa della società, alla quale possono certo far giungere la loro parola d'orientamento ma non la loro precettistica e la loro casistica». Insomma, non si dice proprio che non possano parlare, però è meglio che non parlino. Al resto provvedono i 'manovali', come i quaranta [Repubblica] o cinquanta [Corsera] 'studenti' che hanno fischiato Ruini a Siena, o Mario Tozzi, quel tipo che vedete girare con un martelletto da geologo in mano nella trasmissione di RAI3: “GAIA - il pianeta che vive”, che avrebbe definito Ruini «Il più pericoloso dei rifiuti tossici, da eliminare con qualsiasi mezzo», un «fico secco» da far finire «con un limone in bocca come la porchetta». Uomini e embrioni - Sono note le vicende della sperimentazione della RU486 all'ospedale S.Anna di Torino da parte della equipe di Silvio Viale. Si accusa Storace, che ha bloccato la sperimentazione, di averlo fatto per motivazioni ideologiche. Bene, ma se qualcuno sostenesse che, invece, Viale non ha agito basandosi anche su considerazioni ideologiche ci verrebbe il forte sospetto che questi creda anche a Babbo Natale. Lexicon - Avevamo parlato dei giochini di cosmesi linguistica di cui scriveva Eugenia Roccella: ad esempio quello dell’Unfpa (l’agenzia dell’Onu per la popolazione), che nei campi profughi distribuiva un’attrezzatura chiamata "kit d’interruzione di gravidanza" e ne ha cambiato il nome in "kit di emergenza per la salute riproduttiva". Il Pontificio consiglio per la Famiglia pubblicherà a gennaio il "Lexicon della famiglia e della vita", sottotitolo: "Glossario critico di neologismi, termini ambigui e concetti difficili frequentemente usati nei fori istituzionali". Non sono rari infatti i casi, si nota nella prefazione, in cui «si coniano termini che non giungono a occultare completamente un'intenzione precisa: evitare ciò che risulta sbalorditivo, in modo tale da addolcire l'espressione, al fine di evitare un rifiuto quasi istintivo». Nella Rassegna stampa, che è trasmessa esclusivamente agli iscritti a Giona sono segnalati numerosi altri articoli, non citati in questo breve commento: vi invitiamo ad iscrivervi. Giona
scritto da giona | 20:51 | link | commenti (1)
domenica, settembre 18
Rassegna stampa, 17 settembre 2005 Carissimo Franco – Ai Registri delle Unioni Civili, istituiti negli anni scorsi presso gli uffici anagrafe o stato civile di una ventina di Comuni italiani, sono iscritte al momento un centinaio di coppie, di cui una bassissima percentuale 'gay', scrive Andrea A. Galli su Avvenire. Davide Santandrea (Presidente Nazionale Nuova Gay lesbica Nazionale) parla di 'flop' e ritiene che i gay italiani vogliano il matrimonio. In Spagna, come comunicava 'La Stampa' 5 settembre 2005, citando una inchiesta del quotidiano madrileno «La Razón», dal 3 luglio al 31 agosto scorsi, si sono 'sposate' appena 22 coppie gay, mentre sono in lista d'attesa altre 291 (in totale lo 0,015% dei 4.000.000 di gay spagnoli). Lucetta Scaraffìa, intervistata su Avvenire, spiega che l'insistenza su questi temi da parte di un certo mondo politico deriva, più che da reali esigenze, da una questione ideologica, una battaglia politica che si pone come obiettivo quello di sancire l'eguaglianza assoluta. Lo scorso 9 settembre Romano Prodi ha scritto a Franco Grillini (Carissimo Franco) per assicurare che i PACS sarebbero entrati nel programma dell'Unione. Diamo pure tempo al tempo ma, se i numeri in Spagna resteranno dell'ordine di grandezza di quelli citati, qualcuno dovrà pur dare qualche spiegazione. Timothy Garton Ash - ha esposto, in forma chiara e sintetica, nell'articolo 'Sei domande sull’Islam', le diverse opinioni che circolano in Occidente sui rapporti con l'Islam. Una di queste, condivisa - secondo il giornalista - da "molti individui di istruzione superiore nell’occidente post-cristiano, soprattutto in Europa occidentale", è che il problema fondamentale non è limitato all’Islam, ma riguarda piuttosto la religione in sé e per sé, che è superstizione e falsa coscienza, e che "il mondo sarebbe molto migliore se tutti comprendessero la verità rivelate dalla scienza, confidassero nella ragione umana e abbracciassero l’umanesimo laico". Senza dubbio questa opinione è molto diffusa, Polly Toynbee (sul Guardian), Muriel Gray (sul Sundayherald) e Sam Harris (su TimesOnLine) si sono espressi esattamente in questo senso. Una fiducia così acritica nel Progresso (con la P maiuscola), nella Ragione e nella Scienza sarebbe stata più comprensibile (non giustificata) ad inizio '900. Dopo le tragedie del XXo secolo (le guerre mondiali, il Nazismo, il Comunismo, ...) varrebbe la pena di chiedersi chi ne sia stato responsabile (la religione cristiana? i marziani?, ...) e tirarne qualche conseguenza. Naturalmente è il caso di ricorrere ad analisi un pochino meno rudimentali di quella di Adriano Petta che, su 'Il Manifesto' del 21 febbraio, scriveva che: «gli orrori espressi dagli stati moderni (Gulag, Auschwitz, Abu Graib, Guantanamo etc.) affondano le loro radici nella Santa Inquisizione». [Vittorio Messori notava: «Ci sarebbe da passar oltre, se il pezzo non fosse impaginato sul manifesto, cioè uno dei due o tre giornali in tutto l' Occidente che proclami ancora, sotto la testata, "quotidiano comunista"»]. Giona
scritto da giona | 20:40 | link | commenti
domenica, settembre 11
Rassegna stampa, 10 settembre 2005 Laicità e laicismo – Francesco Merlo non l'ha azzeccata nemmeno stavolta. A metà agosto, prendendo per oro colato i dati relativi ad un sostanzioso calo di frequenze all'ora di religione pubblicati da Repubblica, e cavalcando evidentemente i propri desideri, rilevava frettolosamente la contraddizione con la vittoria delle astensioni al referendum sulla fecondazione assistita ed auspicava che se ne prendesse atto per «indebolire sempre più l´opzione fanatica a favore di quella storico-antropologica e relativista». Peccato che i dati ufficiali, comunicati dal Ministero al ritorno dalle ferie (la ricreazione era finita) abbiano smentito clamorosamente quelli sui quali Merlo aveva costruito il suo teorema ferragostano. Emerge ancora una volta la differenza fra atteggiamento 'laico': aperto ad una valutazione della realtà senza preconcetti, ed atteggiamento 'laicista': che giudica tutto in base ai propri paraocchi ideologici. E' comunque una tendenza in atto, la religione diventa capro espiatorio di un laicismo sempre più ostile, nota Zenit che riferisce come il dibattito sull’Islam in Inghilterra che ha seguito gli attentati terroristici abbia registrato diversi commenti sul pericolo posto da tutte le religioni. Nella Rassegna Stampa, distribuita agli iscritti a Giona, sono segnalati diversi articoli della stampa inglese sul tema. Cellule staminali - Ancora? Direte voi. Si, ancora. Su Tutto Scienze de 'La Stampa' è uscito un articolo sui 'Bambini salvati dalle staminali'. Questo articolo su 'medicalnewstoday.com' (in inglese) è più sintetico parla di «tissue engineered from fetal skin cells» e cita anche anche l'antefatto: in Svizzera una donna la cui gravidanza è stata terminata a 14 settimane ha consentito ai dottori di prelevare un lembo di pelle (4 cm2) dal proprio feto. La pelle è stata coltivata e impiantata con ottimi risultati in otto bambini ustionati. L'articolo di 'Tuttoscienze' sottolinea ampiamente che in Svizzera aveva vinto, una anno fà, il referendum sulle staminali; deduzione: noi, in Italia, non ce lo meritiamo. Non sappiamo se sia appropriato parlare di staminali embrionali o piuttosto di cellule derivanti da tessuti embrionali umani, lasciamo la risposta agli esperti. Quello che sappiamo è che, mentre il fatto dei 'Bambini salvati dalle staminali' è stato ampiamente pubblicizzato in Italia, non ci pare abbia avuto altrettanta risonanza la dichiarazione di Lord Robert Winston - non è l'ultimo venuto, è il presidente della British Association for the Advancement of Science - che ritiene che i benefici potenziali delle staminali embrionali sono probabilmente stati esagerati (oversold) al pubblico e dichiara: «penso che sia improbabile che le staminali embrionali possano essere usate per cure mediche ancora per un lungo periodo», mentre la portavoce della Parkinson's Disease Society ha dichiarato che vi sono ancora molti difficili aspetti scientifici da risolvere in relazione all'uso di staminali nelle terapie. Pio XII - Un rabbino, David G. Dalin, storico dell’Ave Maria University (Florida) e autore del saggio The Myth of Hitler’s Pope («Il mito del Papa di Hitler») appena pubblicato negli Stati Uniti, smentisce il presunto filonazismo di Pacelli, Pio XII «Aiutò gli ebrei. Merita un posto nel sacrario della Shoah». Non ci si capisce più nulla, e Alberto Melloni, cattolico, che invece ha sollevato la polemica su Pio XII sulla restituzione dei bambini francesi agli ebrei? Probabilmente lui è un 'cattolico adulto'. Giona
scritto da giona | 20:18 | link | commenti
lunedì, settembre 05
La Chiesa di S.Andrea a Podujevo Islam - Gli attentati alla metropolitana di Londra hanno contribuito ad alimentare il dibattito, già vivace, sul rapporto fra Islam e occidente. «Stanno promuovendo un conflitto contro la nostra cultura e religione, se ce lo nascondiamo non potremo difenderci» aveva già affermato Marcello Pera, per denunciare poi al Meeting (qui il discorso completo) la crisi morale dell'Occidente, attribuendone la causa al relativismo «per cui ogni cultura è uguale e non si può dire se una è superiore» e pronunciando le parole fatidiche: «In Europa la popolazione diminuisce, si apre la porta all'immigrazione incontrollata e si diventa "meticci"». E' l'unico riferimento al termine "meticci" nel lungo discorso, ma potevano i nostri cultori del 'politicamente corretto' (Gaetano Quagliariello li definisce ironicamente i soliti «quattro amici al bar», fermi lì dal Sessantotto) passarci sopra? Naturalmente no. Così, invece di affrontare i temi proposti, il dibattito si è avvitato sull'imprudente uso di aggettivi e sostantivi da parte di Pera. E quando sono i fatti stessi a non adeguarsi ai canoni del politicamente corretto? In Inghilterra ha fatto scalpore il sondaggio promosso dal Daily Telegraph dopo gli attentati di Londra, da cui risulta che il 24% dei musulmani inglesi simpatizza con le motivazioni dei terroristi ed il 6% (100.000 persone) sostiene che gli attentati erano pienamente giustificati. In Kosovo, tra il 1999 ed il 2004, sono state distrutte 150 tra chiese , seminari, conventi e residenze di vescovi e, contemporaneamente, sono state costruite, con finanziamenti dell'Arabia Saudita e di altri, 200 moschee. L'ex-ambasciatore americano Melady riferisce che suore e monaci del monastero di Pec non possono neanche mettere fuori il naso dalla porta senza una scorta militare, perché sono fatti segno ai tiri dei cecchini. L'analista Frederick Peterson ha affermato che "quello che sta avvenendo oggi in Kosovo avverrà domani in Europa". Attenzione, non correte alle conclusioni, c'è chi afferma che là nessuno frequenta le moschee, e le motivazioni sarebbero essenzialmente politiche. Sarebbe in ogni caso interessante spiegare perchè si sono costruite 200 moschee che nessuno frequenta e, magari, trovare una risposta decente alle domande di Artemjie, il vescovo di Raska e Prizren, la più alta autorità ortodossa del Kosovo, (ne ha parlato Sandro Magister) che chiede il perchè del "silenzio inspiegabile dell´Europa cristiana e democratica di fronte a crimini di tale gravità commessi contro un popolo cristiano ed europeo come quello serbo". Una delle Chiese distrutte è la Chiesa di S.Andrea a Podujevo, la cui dissacrazione ed il successivo incendio sono documentati in un video (6 MByte, in formato Windows Media Player). L'evento si è verificato durante i disordini del marzo 2004 in Kosovo, nel corso dei quali circa 30 Chiese furono completamente distrutte o seriamente danneggiate da manifestanti albanesi. Se avete difficoltà a visionare il video on-line potete prima scaricarlo dal sito di CNSNews. Ulteriori informazioni sulla situazione in Kosovo e sui fatti di Podujevo sono reperibili dal sito della Diocesi di Raska e Prizren. Meeting - Gli interventi di Don Julián Carrón e Giuliano Ferrara (video, dal sito del meeting), Marcello Pera e Magdi Allam (real-audio dal sito di radio radicale) e Mons.Carlo Caffarra (testo, dal sito della Diocesi di Bologna) e l'intervista a Mons.Lorenzo Albacete (real-audio dal sito di radio radicale). Insegnamento della religione - Si riduce la frequenza all'ora di religione. Francesco Merlo nota la:«contraddizione con quell´Italia attaccata con il rosario alla croce che c´era stata raccontata dai vaticanisti più entusiasti e dagli spiritualisti più spiritati, trionfanti sopra la vittoria delle astensioni al referendum sulla fecondazione assistita», stabilisce che:«c´è un rapporto forte e sicuro tra la fuga degli studenti dall´ora di religione e l´uso politico della religione, tra la nuova Chiesa del papa tedesco e il rifiuto giovanile del nuovo catechismo», auspica che il rifiuto dell´insegnamento diventi:«un pungolo per i religiosi, affinché indeboliscano sempre più l´opzione fanatica a favore di quella storico-antropologica e relativista». Giona
scritto da giona | 07:35 | link | commenti (1)
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