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martedì, giugno 28
Rassegna stampa, 25 giugno 2005 Dopo referendum – Nel futuro dei radicali un Partito d’Azione e la disobbedienza civile, scrive Il Foglio. Intanto Pannella dice «rischiamo di chiudere baracca», se la prende [Corriere della Sera - 26 giugno] con Benedetto XVI: «Speravo cambiasse, è uguale a Ruini» e si preoccupa per i cattolici: «[...] Oggi, sotto attacco feroce, un po’ ovunque, sono i credenti cattolici.[…] Io vorrei supplicare tutti a cercare di conoscere e rispettare l’angoscia nella quale stanno vivendo migliaia di parroci, di religiosi, di suore, di cattolici formatisi nell’ispirazione del Concilio Vaticano II». Radicali scomunicati – E noi che pensavamo di avere il copyright. Dalla Vedova è reo di aver criticato l’eccessivo anticlericalismo delle posizioni radicali e l’interpretazione data dell’articolo 98 della legge elettorale (quello delle denunce a Ruini e dell'invito ai cattolici a denunciare i 'ministri del culto'). «Mettere in galera un prete che fa propaganda astensionista in chiesa – ha commentato – mi pare assurdo. E mi batterei per cancellare una simile normativa» . Marco Pannella lo ha invitato a “non perdere tempo con noi”. Stato laico – Forse non è, a pensarci bene, uno stato in cui i cattolici dovrebbero denunciare i ministri del culto; insomma, le catacombe ci piace andarle a visitare, non tornarci. Secondo Habermas – scrive Il Foglio - La generalizzazione politica di una concezione del mondo di tipo secolare non è compatibile con la neutralità ideologica del potere statale, che garantisce eguali libertà etiche per tutti i cittadini. Ai cittadini secolarizzati non è permesso, nell’esercizio del loro ruolo di cittadini dello Stato, né negare di principio un potenziale di verità alle immagini religiose del mondo, né contestare ai concittadini credenti il diritto di dare il proprio contributo alle discussioni pubbliche con un linguaggio religioso. Attenzione - diciamo noi - è su questi principi che si giocherà la nostra libertà nei prossimi anni. Non sparate Nella Rassegna stampa, che è trasmessa agli iscritti a Giona, sono segnalati 'a futura memoria' molti articoli del periodo pre-post referendum. Chi non è iscritto è meglio che si iscriva.
scritto da giona | 00:14 | link | commenti
giovedì, giugno 16
Dopo il referendum Non è stata una battaglia fra laici e cattolici - Contro le posizioni dei referendari si sono schierati Giuliano Ferrara, Marcello Pera e Oriana Fallaci, tutti sbrigativamente etichettati come clericali, ma erano contro molti altri non cattolici, ne citiamo alcuni: Angelo Vescovi, Hiltrud Breyer (deputata verde, presidente dell'intergruppo di bioetica in seno al Parlamento europeo) e i 'Bertinotti del mondo', Eugenia Roccella (già leader del Movimento della liberazione della donna e Radicale), Pietro Barcellona (ex-deputato del Pci. Membro del Consiglio superiore della magistratura dal '76 al '79), Enzo Tiezzi (laico e di sinistra, insignito della medaglia d’oro Prigogine, una sorta di premio Nobel dell’ambientalismo) e Italo Sandi (DS). No, non è stata una battaglia fra laici e cattolici, anche se Scalfari aveva affermato che il voto avrebbe riguardato il “potere temporale della gerarchia ecclesiastica sulla vita politica della società e dello Stato”. Piuttosto è stata una battaglia fra laici (cattolici e atei) e laici-giacobini. I cattolici hanno lottato uniti - La parte preponderante del mondo cattolico si è riconosciuta nelle posizioni proposte dalla CEI. ADISTA si è chiamata fuori e ha diffuso un Appello per il rispetto della sacralità della coscienza che ha avuto 1385 adesioni. I 'grandi giornali'. Un re nudo? - Il Corriere della Sera (alcuni dicono 'della Notte'), Repubblica, La Stampa, erano schierati per il si: non sembra abbiano convinto molti dei loro lettori. Viene il sospetto che le opinioni dei grandi opinionisti non siano poi così condivise. Hanno perso male - Richiami a San Tommaso (è inutile obiettare - scrive la Fallaci - che San Tommaso d'Aquino visse nel 1200, che di genetica se ne intendeva quanto io mi intendo di ciclismo e pugilato), denunce a Ruini (archiviate dal GIP) e a Marcello Pera, inviti ai cattolici a denunciare i preti che avessero preso posizione per l’astensione e registrazione delle omelie, non – si presume – con pie intenzioni. Se l'ONU approva una dichiarazione contro la clonazione umana, allora questa è totalmente priva di qualsiasi autorevolezza e marca solamente una posizione ideologica dettata da credo religiosi. Invito all'astensione. Accuse da parte di molti, fra cui Michele Ainis di impiegare «trucchi, espedienti, scorciatoie» pur di raggiungere lo scopo e di affossare lo strumento referendario. Poco importa se, come ammette sempre Michele Ainis:«fu proprio il profeta dei referendum, Marco Pannella, a formulare il primo appello all’astensione», e se autorevoli sostenitori del referendum dichiaravano in un loro manifesto, nel 2003: «non votare un referendum inutile e sbagliato è un diritto di tutti». Cose da non fare - Non urlare: tutti siamo stanchi dei toni apocalittici di questi profeti del 'medioevo prossimo venturo'. Non perdere il contatto, noi laici-cattolici, con i laici-atei che hanno coraggiosamente combattuto una battaglia in cui credevamo tutti. Non cambiare la legge 40 se non dopo averla sperimentata per un tempo ragionevole. Non pretendere di modificare la legge 194:«Certamente siamo contro l'aborto, ma non vogliamo modificare la legge. Auspicheremmo soltanto che nella sua applicazione si tenga conto il più possibile della circostanza di favorire la vita».
scritto da giona | 22:41 | link | commenti
venerdì, giugno 10
Perchè non andremo a votare Ci siamo. Domenica e lunedì NOI NON ANDREMO A VOTARE ai referendum che vogliono stravolgere la legge 40 sulla procreazione artificiale. Ci lasciamo con DUE INDICAZIONI:
SULLA VITA NON SI VOTA QUORUM O NON QUORUM Comunque vada, la battaglia continua. Giona
scritto da giona | 20:22 | link | commenti (5)
giovedì, giugno 09
Sapere chi è tuo padre E-Campagna - Prosegue la e-campagna della nostra Associazione 'Samizdatonline' per l'astensione dal referendum. Sul blog 'Sulla vita non si vota' trovate il testo che accompagna la 5^ uscita della campagna, sul tema della fecondazione eterologa. Sondaggi - E' probabile, in questi giorni, un uso strumentale dei sondaggi; quindi attenzione. Comunque, il 6 giugno pare che le stime fossero: SI (40%), NO (10%), ASTENSIONE (28%), SENZA OPINIONE (22%). E' quindi importante l'attività di informazione e di convincimento che ciascuno di noi può svolgere nei confronti di amici e conoscenti che sono per il NO. Severino Antinori - Aveva presentato una denuncia nei confronti del Cardinale Camillo Ruini (e, visto che c'era, anche di: Pier Ferdinando Casini, Marcello Pera, Rocco Buttiglione, Carlo Giovanardi, Gianni Alemanno Francesco Storace). La denuncia è stata archiviata dal GIP, motivazione:«Nessuna ipotesi fattispecie penalmente rilevante, ma solo manifestazioni di espressione del pensiero in materia di orientamento referendario». No comment. Jürgen Habermas - Da una rassegna stampa della Fondazione Bassetti sul filosofo un commento di G. E. Rusconi:«Il lavoro di Habermas è innanzitutto guidato dalla preoccupazione per una genetica cosidetta "liberale", nel senso di guidata esclusivamente dai meccanismi del mercato della salute e dalle opzioni insindacabili di genitori interessati alla programmazione della prole secondo i propri desideri». Che anche lui sia un integrista-neocon-oscurantista-cattolico?
scritto da giona | 21:20 | link | commenti (1)
domenica, giugno 05
Uomo come mezzo o come fine
Prosegue la e-campagna della nostra Associazione 'Samizdatonline' per l'astensione dal referendum. Sul blog 'Sulla vita non si vota' trovate il testo che accompagna la 4^ uscita della campagna.
scritto da giona | 10:06 | link | commenti
sabato, giugno 04
Rassegna stampa, 3 giugno 2005 Uomini e embrioni - “Quando il gioco si fa duro i duri entrano in gioco” [John Belushi]. Sì, l'atmosfera si va scaldando, e qualcuno ricorre ai colpi bassi. Osserva Michele Ainis: «chi cavalca l’astensione è [...] talmente interessato all’esito del voto da impiegare trucchi, espedienti, scorciatoie pur di raggiungere il suo scopo», e nota: «del resto - per una capriola della storia - fu proprio il profeta dei referendum, Marco Pannella, a formulare il primo appello all’astensione». Domandiamo: sarebbe legittimo vincere il confronto referendario con il 26% dei voti ? La risposta da dare è: Si. E chi sta usando trucchi, espedienti, scorciatoie pur di raggiungere il suo scopo? La risposta da dare è: quelli che propugnano l'astensione. Altra domanda. Come si fa a dichiararsi liberali e libertari e, nello stesso tempo, invitare i cattolici a denunciare alla autorità giudiziaria i preti che parlano troppo liberamente dal pulpito? Se volete una risposta, chiedete al radicale Cappato. Renato Farina, che evidentemente non riesce a capire, nota: «Adesso i papi finiscono sotto l’inquisizione di chi nega loro il diritto di parlare su quel che esula gli attrezzi da sacrestia». Chi ha funzioni pubbliche e gli uomini di culto che invitano a non votare rischiano da 6 mesi a 3 anni, afferma in un'altro articolo Michele Ainis (Professore ordinario di Istituti di Diritto Pubblico nell'Università di Teramo) . Parere contrario di Baldassarre (Presidente emerito della Corte Costituzionale): «Mai mi è capitato di vedere opinioni così spudoratamente politiche che hanno cercato, maldestramente, di vestire i panni neutrali degli argomenti giuridici o etici». Affermazioni teoriche? No, il 3 giugno sono stati presentati due esposti-denuncia. Il primo da Raffaello Morelli, segretario della Federazione dei Liberali, nei confronti del Presidente del Senato, Marcello Pera. Il secondo da Severino Antinori, a nome del “Comitato libertà e ricerca”, nei confronti del Cardinale Camillo Ruini, e di: Pier Ferdinando Casini, Marcello Pera, Rocco Buttiglione, Carlo Giovanardi, Gianni Alemanno Francesco Storace. D'Alema: «Chi vuole difendere davvero una norma deve segnare un no sulla scheda». Si, ma:«il ricorso all’astensione per bloccare i referendum è divenuto la regola ed è stato utilizzato, di volta in volta, da tutte le forze politiche. Per queste ragioni, sono falliti i referendum del 1997, del 1999, del 2000 e del 2003. Fra l’altro l’invito ad astenersi è stato utilizzato da Rifondazione comunista contro il referendum che nel 1999 e nel 2000 voleva ampliare l’operatività del sistema maggioritario alla Camera e dai Democratici di Sinistra nel voto sull’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori nel 2003» [Fonte: impegnoreferendum.it]. Oriana Fallaci è contro il referendum:«dietro questo referendum v'è un progetto anzi un proposito terrificante. Il progetto di reinventare l'Uomo in laboratorio». Francesco Rutelli pure:«Mi astengo, il Sì fa un macello e produce una legge inaccettabile», e ancora: «La legge non è perfetta, ma i promotori devono dimostrare di non essere in minoranza. Chi va a votare no, aiuta il sì». Nella Rassegna stampa, che è trasmessa agli iscritti a Giona, sono segnalati molti altri articoli. Chi non è iscritto è meglio che si iscriva. Sulla vita non si vota - E' il nostro slogan, ma è anche il blog, messo in piedi con alcuni amici della Associazione 'Samizdatonline', per motivare le ragioni del non voto.
scritto da giona | 04:56 | link | commenti (2)
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