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La balena ?

lunedì, maggio 30

Tu sei stato quell'embrione
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Io sono stato quell'embrione

"Certamente l’embrione umano non ha gli stessi diritti del padre e della madre: è evidente che non ha i diritti politici, ma ha sicuramente quel diritto che è alla base di tutti gli altri, cioè il diritto alla vita, che nel suo caso si concretizza nel diritto a nascere". [Giorgio Carbone – ‘Il Foglio’ – 12 maggio 2005]

Prosegue la e-campagna della nostra Associazione Samizdatonline per l'astensione dal referendum. Sul blog 'Sulla vita non si vota' trovate il testo che accompagna la 3^ uscita della campagna.

scritto da giona | 23:49 | link | commenti (2)
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domenica, maggio 29

Staminali embrionali senza clonazione - E i commenti?
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Ne avevamo parlato già ieri: un team diretto da Yuri Verlinsky del Reproductive Genetics Institute di Chicago afferma di avere creato cellule staminali embrionali senza ricorrere alla clonazione terapeutica. Questo riporta un articolo di New Scientist in data 25 maggio. Contemporaneamente si dichiara nell'articolo che la tanto decantata tecnica usata dal team Sud Coreano  che ha creato cellule staminali embrionali tramite clonazione terapeutica potrebbe, a causa delle scoperta di Verlinsky, risultare già obsoleta. Una caratteristica comune a entrambe le soluzioni è la compatibilità con il paziente delle staminali prodotte.

Della notizia è entusiasta - afferma 'Il Mattino' - Angelo Vescovi: «se il metodo funziona abbiamo risolto il problema etico producendo staminali embrionali senza dover creare embrioni»; TGCOM riporta un'altra affermazione di Vescovi: «Da oltre un anno predico la possibilità di far ritornare le cellule allo stato totipotente: si tratta di un metodo che risolve il problema etico alla radice. Credo che questa sia una scoperta sensazionale, se confermata, che di certo renderebbe obsolete tutte le altre».

Come afferma sempre Il Mattino: «La notizia è frutto di un annuncio e non di una pubblicazione scientifica e fino a che i dati dell’esperimento non saranno pubblicati è difficile capire fino a che punto questa tecnica si possa dimostrare realmente efficace. [...] Verlinsky, comunque, è un ricercatore ritenuto serio e affidabile, conosciuto per i suoi precedenti studi sulle cellule staminali umane. È stato anche il primo genetista che ha messo a punto la tecnica di diagnosi preimpianto di un embrione». Avevano pure trasmesso la notizia il 26 maggio, in brevi trafiletti, il 'Corriere della Sera' e 'La Repubblica'. Non ci risultano molti altri articoli sull'argomento.

L'unico commento dal fronte favorevole al referendum che siamo riusciti a trovare è quello dell'ADUC, che in pratica riporta la notizia e cita alcune obiezioni, tra cui quella del rischio-cancro (è un rischio comune a tutte le staminali embrionali, anche quelle ottenute con la 'clonazione terapeutica', lo sapevate?) e la affermazione del redattore: "non crediamo che sarebbero davvero risolti tutti i problemi etici" (strana preoccupazione da parte di chi ci pare difenda 'senza se e senza ma' la clonazione terapeutica).

«Se il metodo funziona davvero è la svolta» così è riassunta la opinione di Elena Cattaneo, docente dell’Università di Milano ma soprattutto una delle pochissime ricercatrici italiane esperte di embrionali umane. D'altra parte Angelo Vescovi affermava, riferendosi all'annuncio del team Sud Coreano come alla non-notizia del secolo («Non è successo nulla di scientificamente rilevante»).

Allora, tutto qui? - Si scopre un metodo che renderebbe completamente superfluo tutto il dibattito su embrione, pre-embrione, persona etc. - ed obsoleta la tecnica basata su 'clonazione terapeutica' dei sudcoreani - e sui giornali appaiono solamente un paio di sospirini? Si è battuta la grancassa per il team sudcoreano e quasi nulla per un metodo che potrebbe costituire «la svolta»?

O forse, visto che questa tecnica taglierebbe le gambe ai quesiti referendari, 'lorsignori' preferiscono non parlarne? 
La storia non finisce qui.

scritto da giona | 00:04 | link | commenti (3)
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venerdì, maggio 27

Uomini e embrioni

'Fratello embrione, sorella verità', è un tour di conferenze organizzato da Tempi e Il Foglio con Luigi Amicone e Giuliano Ferrara. Qui gli interventi di Giancarlo Cesana e Giuliano Ferrara al Palalido di Milano.

Antonio Tombolini ha il merito di parlar chiaro, il suo articolo - su  'Notizie Radicali' si intitola «Viva l'eugenetica!». Volete approfondire la sua conoscenza? Qui il suo blog. Antonio Tombolini è un cattolico, ma di quelli che vanno bene ai radicali (li cercano col lanternino), che  invece ce l'hanno con le domeniche di «propaganda illegale nelle chiese italiane» e invitano i cattolici a «riferire dettagliatamente alla autorità giudiziaria». Insomma, Parroci attenzione: si può parlare del sesso degli angeli ma evitate accuratamente temi di attualità. Liberali sì, ma fino ad un certo punto. Attenti anche gli studenti: meglio che non facciano volantinaggi pro-astensione.

"No alla clonazione terapeutica è la tentazione di Faust" dice il Card. Scola intervistato da Marco Politi.

La ricerca? Un pretesto, ripete Angelo Vescovi «uno fra i più importanti ricercatori al mondo, condirettore dell’Istituto di ricerca sulle cellule staminali dell’Istituto scientifico San Raffaele di Milano» (taoista). Bisognerà pure che qualcuno gli spieghi che non ne capisce nulla.

Staminali embrionali senza clonazione? - Sapete cosa significherebbe riuscire a creare cellule staminali embrionali senza clonazione? Semplicemente: non sarebbe necessario 'terminare' embrioni (poi bisognerebbe riuscire a trovare un uso medico delle staminali embrionali, ma questa è un'altra storia). Bene, ieri il Corsera ne ha dato notizia, citando l'annuncio che ne è stato dato da Yuri Berlinsky, del Reproductive Genetics Institute di Chicago, in un articolo apparso sulla rivista "New Scientist".

Non prendeteci per dei creduloni con l'anello al naso: c'è ancora del lavoro da fare per raggiungere la certezza, come in tutte le attività di ricerca scientifica. Un aspetto che non è troppo presente al grande pubblico che è chiamato al voto: si parla di "speranza" (domani) ma vogliono tradurla in soldoni (voti) sonanti oggi. Ricordiamo che Roger Pedersen - guida lo Stem Cell Institute di Cambridge, il più grande centro di ricerca sulle staminali del mondo - non nega la possibilità di fare un buco nell'acqua: «in ogni caso, anche mettendoci nella peggiore delle ipotesi - quella per cui non tireremo fuori nessuna cura - credo che studiarle ci porterà alla scoperta più eccitante del nostro tempo: capiremo come si forma una persona».

Purtroppo a  questo punto non ci sarebbero più pretesti per usare gli embrioni come cavie e, cosa più importante per i fautori dell "libere sorti, e progressive", il referendum andrebbe a carte 48.

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scritto da giona | 00:44 | link | commenti
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martedì, maggio 24

Tu si, tu no

Tu si, tu no - Clicca qui per saperne di più

E’ lecito scartare un embrione?
E’ lecito sperimentare su un embrione?
E’ lecito clonare un embrione?
E’ lecito congelare un embrione?

Se si raggiunge il quorum e se vincono i si, sarà consentito.

Nessuno, fra scienziati e filosofi, ha negato finora che l’embrione sia vita. Casomai si è detto che l’embrione non è persona.
Esattamente come nel 1857, quando con la sentenza Dred Scott la Corte Suprema degli Stati Uniti d’America stabilì che  "i negri non sono persone secondo la legge civile". Era successo qualcosa di analogo in precedenza con gli indios, in America, sarebbe successo più tardi con gli ebrei.

Se si raggiunge il quorum e se vincono i si, si introdurrebbe la possibilità della diagnosi preimpianto: prelevare 1 o 2 delle 7-8 cellule dell’embrione per diagnosticarne, eventualmente, difetti genetici. Nel caso se ne trovassero, l’embrione si scarta (1).

Si chiama eugenetica, che significa: razza buona. Non è una novità. L’abbiamo conosciuta col nazismo, ma è opinione comune che sia praticamente scomparsa.

Non è vero. La invocano pure i radicali italiani.

Ma nelle riviste scientifiche specializzate da anni si teorizza che ucciderne uno per guarirne (forse) 10 è corretto. Si teorizza che è giusto scegliere il bambino migliore. E altre amenità.

Un esempio: Julian Savulescu.
Direttore dell’Oxford Center di Etica Applicata, Direttore del Melbourne Oxford Stem Cell collaboration, dedicato all’esame delle implicazioni etiche di clonazione e ricerca di cellule staminali embrionali. Editore del Journal of Medical Ethics, il giornale medico con maggiore impatto in etica medica e applicata. E’ anche Direttore dell’Unità Etica all’Istituto di Ricerca Pediatrica Murdoch a Melbourne, e del Centro Studi per la Salute e Società, dell’Università di Melbourne.

Proponiamo alcuni testi di Julian Savulescu apparsi su riviste scientifiche: “Beneficenza Procreativa: perché dovremmo selezionare il bambino migliore” e “La lotteria delle cellule staminali embrionali e la cannibalizzazione degli esseri umani.

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1La Diagnosi Genetica Pre-impianto (PGD)

La PGD consiste nell’analisi genetica di una o due cellule prelevate dall’embrione al fine di definire l’esistenza o meno di alterazioni del patrimonio genetico(localizzate cioè nei cromosomi o nei geni).

Queste alterazioni possono essere tali da impedire il proseguimento della gravidanza, o essere responsabili di importanti malattie cromosomiche (sindrome di Down…), o geniche (fibrosi cistica…), talora legate al sesso (emofilia...).

La PGD può essere indicata anche per individuare geni responsabili di malattie a insorgenza tardiva (ex: tumore del colon…) e per individuare la compatibilità genetica fra l’embrione e un paziente in attesa di trapianto (per esempio un fratellino malato di leucemia e in attesa di cellule staminali adulte del cordone ombelicale del nascituro…).

Viene effettuata durante procedure di fecondazione assistita, dopo la fertilizzazione dell’ovocita (entro 72 ore) e prima di trasferire l’embrione in utero. Non è una metodica di routine: nel mondo si sono effettuati finora circa 6000 cicli (1000 nati sani), in Italia circa 100 cicli anno.

 L’analisi dei dati di cinque lavori scientifici dimostra che, su 1347 embrioni analizzati:

- 761 (56,5%) sono risultati anormali (e quindi mai trasferiti in utero)
- 583 (43,3%) sono stati trasferiti 
- 39 (2,9% rispetto al totale; 6,7% rispetto ai trasferiti ritenuti sani) sono giunti alla nascita.
[A. Serra: X Assemblea Generale Pontificia Accademia Pro Vita. Le prospettive eugeniche della riproduzione tecnicamente assistita]

Inoltre la percentuale di malformazioni dei feti e dei nati derivati da embrioni sottoposti a PGD non sembra essere inferiore a quella degli embrioni non analizzati: si registra il 6,6% di malformazioni, maggiori (3,9%) e minori (2,7%), secondo ESHRE su un campione di 279 nati.
[ESHRE Preimplantation Genetic Diagnosis Consortium (2001): data collection III (May 2001) Human Reproduction, Vol. 17, No. 1, 233-246, January 2002.]

I dati disponibili sulla PGD
a: non sono sufficienti per affermare che questi procedimenti diagnostici non interferiscono con il tasso di impianto;
b: sono tali da porre forti dubbi sul mantenimento del tasso di gravidanze attese;
c: non indicano una diminuzione della percentuale di malformazioni alla nascita.

scritto da giona | 23:57 | link | commenti
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venerdì, maggio 20

Una risposta a Severino
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Cercate una risposta all'ultimo articolo di Severino che «invita la Chiesa a tornare a San Tommaso d’Aquino, che in questi giorni, suo malgrado, ha oscurato persino la fama dell’illuminata Sabrina Ferilli tra i sostenitori del sì referendario» e volete divertirvi ? Leggete qui.

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scritto da giona | 06:26 | link | commenti (1)
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martedì, maggio 17

Se desiderassi tutelare la salute della donna
[Le Note sono inserite a nostra cura]

Se desiderassi tutelare la salute della donnaSe desiderassi tutelare la salute della donna, farei innanzitutto un’azione preventiva a tutela della fertilità e poi metterei in campo tutte le risorse della microchirurgia e della farmacologia per curare realmente la sterilità maschile (1) o femminile e l’infertilità (2).
Se desiderassi davvero la salute della donna, non la sottoporrei alle tecniche di fecondazione assistita (3) le quali per se stesse sono pericolose e nocive alla sua salute (4): basti pensare ai numerosi studi condotti su donne che hanno praticato la fecondazione artificiale e che hanno subito la rottura delle tube, dell’utero, o la sindrome da iperstimolazione ovarica (5, 6, 7) .
Inoltre, se desiderassi evitare le gravidanze plurime, il mezzo tecnicamente più sicuro, anche se eticamente inaccettabile, sarebbe quello di produrre solo un embrione e trasferirlo nell’utero (8) : nel centro medico La Sala di Reggio Emilia in questo modo sono aumentate le gravidanze da fecondazione in vitro.

 
[Giorgio Carbone – ‘Il Foglio’ – 12 maggio 2005]
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1 - Un terzo circa degli uomini che si sottopone alle cure dell'andrologo contro l'infertilita' riesce ad avere una paternita' naturale. Sono i risultati emersi dal primo studio pluriennale multicentrico sul trattamento dell'infertilita' maschile presentati in occasione del XX congresso nazionale della Societa' italiana di andrologia in corso a Capri. Sett 2003.
2 - Almeno una fecondazione in provetta su due può essere evitata utilizzando tecniche meno invasive e meno costose, come inseminazione intrauterina e stimolazione dello sviluppo ovarico. Lo hanno affermato il  7.5.2004 a Roma il direttore dell'istituto di Ginecologia dell'università di Cagliari, Gian Benedetto Melis, e il ginecologo Victor Gomel, dell'università di Vancouver (e padre del primo bimbo in provetta nato in Canada, nel 1983) al congresso dell'Associazione mondiale di medicina riproduttiva (Warm)
3 - La PMA non funzionava prima e non funziona dopo la legge. “L'intervento deve essere ripetuto da 5 a 6 volte per avere la probabilità del 50% di ottenere il figlio desiderato, e da 13 a 15 volte per raggiungere la probabilità del 95-99%” (on. Domenico Di Virgilio, 20.2.2002; fonte: resoconti parlamentari). Queste frequenze sono precedenti alla legge 40.
4 - I rischi dipendono dalla tecnica, non dalla legge

Patologia della gravidanza (Bernasko Obst Gynecol 1997; Daniel, Fert Steril 2000; Wang,Hum Reprod 2004)
1.gravidanze multiple
2.ipertensione  
3.gravidanza extrauterina
4.distacco placentare
5.aborto spontaneo
6.parto pretermine 
7.taglio cesareo nel 50% dei casi
8. mortalità materna 14.9 versus 5.2 /100000 donne causata da preeclampsia e emorragia post partum

Dal 2002 al 2004, ben 19 articoli, di cui 3 su Lancet e 2 sul New England Journal of Medicine, hanno segnalato i rischi della fecondazione assistita, soprattutto per i gemelli monozigoti ma anche per la donna.

5 - La sindrome da iperstimolazione ovarica era sindrome ben più grave prima della legge 40. I rischi della Sindrome da iperstimolazione ovarica dipendono infatti dai regimi farmacologici e di monitoraggio adottati, che prima della legge 40  venivano applicati in maniera molto più pesante, a discrezione dei medici, senza informare dei rischi le pazienti

La legge 40 limita  il numero di embrioni da trasferire e vieta di crioconservarli:  rende inutile la produzione di molti ovociti e consente di diminuire i dosaggi di gonadotropine e adire a IPEROVULAZIONE PERSONALIZZATA cioè a dosi inferiori, con meno effetti collaterali.

Uno studio danese valuta l’atteggiamento di due gruppi di donne sottoposte a iperstimolazione ovarica a dosi alte o a dosi basse: le prime sono disposte  ripetere il trattamento altre tre volte, le seconde altre sei. (C. Campagnoli, ginecologo endocrinologo, Torino, il Foglio del 13.4.2005).

Dati ESHRE (European Society of Human Reproduction and Embryology) 2001 (pubblicati gennaio 2005, vedi sopra, ma precedenti la legge)
Sindrome da iperstimolazione ovarica: 155 casi su 18602 cicli di trattamento
forma lieve: 8 - 20% (nausea ed ingrossamento delle ovaie). Si risolve spontaneamente.
forma più grave: circa 0,6% (dolori addominali, ascite, insufficienza renale acuta, coagulazione intravascolare disseminata). Anche mortale. Una donna morta in Finlandia. Una donna morta in Italia (dato Corriere della sera 21.4.2004).

Il rapporto pubblicato nel dicembre 2003 Istituto nazionale statunitense per la salute (Nih), che raccoglie i dati relativi al successo delle tecniche di fecondazione assistita in tutta l’America e in Portorico nell’anno dell’indagine (2001) elenca almeno altre dieci complicanze della sindrome  e aggiunge che le Società Assicurative, a causa di queste possibili complicazioni, spesso non coprono il rischio legato a queste pratiche.

6 - Vedi la storia di Brigitte-Fanny Cohen.

7 - «È scientificamente innegabile: due stimolazioni blande per ricavare tre embrioni più altri tre sono assolutamente meno rischiose di una sola per ottenerene sei. In questo caso i pericoli di iperstimolazione, e quindi di trombosi e insufficienza renale, sono infinitamente più elevati. Due mie pazienti furono colpite da trombosi profonda femorale, e addirittura da trombosi della vena giugulare. Tutto questo accade per effetto dell’accanimento con il quale si vogliono ottenere più embrioni da trasferire. Oggi su 50 donne stimolate in un mese con superstimolazione blanda per ottenere tre embrioni, 6-7 pazienti finiscono in iperstimolazione. Figuriamoci cosa accadeva prima che la legge 40 introducesse delle garanzie».
[Professor Orazio Piccinni, ginecologo, Bari]

8 - Trasferire più di tre embrioni riduce le possibilità di successo (ESHRE, ASSISTED REPRODUCTIVE TECHNOLOGY SUCCESS RATES CDC 2001).
Belgio, Finlandia, Danimarca trasferiscono uno o due embrioni nella quasi totalità della casistica, con analoghe percentuali di successo. (ESHRE)

scritto da giona | 22:49 | link | commenti (1)
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Newsletter, 16 maggio 2005
Più di 80 siti internet hanno aderito alla e-campagna ' Sulla vita non si vota'. Segnalate la iniziativa ai vostri amici.

Uomini e embrioni -  Principali notizie: il documento votato dall'Accademia dei Lincei il 22 aprile, favorevole alle posizione referendarie, criticabile (e da noi criticato, vedi il 'post' del 7 maggio su Giona) e la presa di posizione (chiara e motivata) delle ACLI a favore del 'non voto'.

Casi degni di attenzione: quello di Brigitte-Fanny Cohen - «il volto televisivo della salute dei francesi», conduttrice della rubrica “Santé’’ di Télématin sulla rete pubblica France2, ne parla 'Il Foglio - autrice di un libro autobiografico: “Un bébé mais pas à tout prix” (“Un bambino, ma non a qualsiasi costo”, edito da JC Lattés, un best seller in Francia), in cui racconta delle sue quattro inseminazioni e delle sue quattro fecondazioni artificiali senza esito. Le donne - dice - «hanno il diritto di rivolgersi a queste tecniche ma hanno anche e soprattutto il diritto di essere informate. Di sapere che le possibilità di successo sono meno del 20 per cento: questo significa che ottanta donne su cento affronteranno mesi, anni di trattamento e non riusciranno ad avere un figlio»; e quello di un laburista inglese (Kevin McNamara) contrario all’eutanasia e “a creare embrioni per la ricerca”.

Ancora, sul Corriere della Sera, lo strano caso di un Monsignore (Elio Sgreccia) che si rifà a Galileo e di un filosofo (Severino) che attacca il Monsignore (se condividete le tesi di Severino siete condannati a spiegarmele con poche parole chiare).  Sgreccia ci spiega la genesi della «teoria gradualista» (quella tanto comoda per spiegare che quella 'cosa' nei primi 14 giorni non è ancora un essere umano e quindi ci-potete-fare-quello-che-volete) che avrebbe preso le mosse dal Rapporto Warnock in Inghilterra quando si inventò il termine «pre-embrione». Ma - afferma Sgreccia, non saltate sulla sedia - «i biologi presenti in quel Comitato, fra cui Ann McLaren, non potendo negare apertamente, confessarono che la definizione del pre-embrione fu frutto di una «decisione» sollecitata da fattori non definiti e cioè non scientifici».

Ancora, Michele Ainis (su 'La Stampa') che dice che l’astensione è un trucco e Dino Boffo ('Avvenire') che si incavola di brutto e gliene dice quattro, infine Capezzone, che inventa una 'fiction' un po' velenosetta (sembra di leggere il giornalino del Liceo: «si erano fatte le undici e mezzo di mattina, quando il telefono squillò. Antonio disse: "Buongiorno", e dall' altra parte si sentì rispondere: "Puonciorno". Quella voce e quell'accento gli parvero immediatamente familiari, e Antonio crollò in ginocchio gridando: "Sua Santità"») per prendersela con Socci.

Papa Benedetto XVI e il relativismo - Pure qui una serie di interventi molto ma molto interessanti, ma è tardi e non è il caso di trattenersi oltre: li trovate nella Rassegna stampa, che è trasmessa agli iscritti a Giona, e chi non è iscritto è meglio che si iscriva.

Sulla vita non si vota - E' il nostro slogan, ma è anche il blog, messo in piedi con alcuni amici della Associazione 'Samizdatonline', per motivare le ragioni del non voto.

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scritto da giona | 00:02 | link | commenti (3)
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sabato, maggio 07

Lo strano caso dell'Accademia dei Lincei.
Più di 70 siti internet hanno aderito alla e-campagna ' Sulla vita non si vota'. Segnalate la iniziativa ai vostri amici.

Il fatto - Il 22 aprile l’Accademia dei Lincei ha approvato la dichiarazione «Le ricerche con le cellule staminali», con 58 voti a favore, 8 contrari e 14 astenuti. Nel documento si auspica che siano utilizzati gli embrioni soprannumerari congelati attualmente esistenti, e che il Parlamento approvi leggi che consentano la donazione dei suddetti embrioni soprannumerari.

I commenti - La dichiarazione è stata valutata (correttamente) come un appoggio ai SI referendari. Valga per tutti il commento di Marco Cappato: «non è altro che una conferma della distanza tra la gran parte della comunità scientifica e il legislatore che ha partorito la legge 40».

Un avvertimento - Uno dei principi aurei della comunicazione è di semplificarne al massimo la forma. Questo, particolarmente nel caso dei temi oggetto del referendum e della dichiarazione dei Lincei, non è possibile: occorre entrare nel merito. Mai come in questo caso vale l'affermazione che «L'informazione mass mediale semplificata crea masse semplificate che si credono informate».

Del resto Marco Cappato
ha detto: «Ora va garantito il diritto dei cittadini ad esserne informati». Noi abbiamo aderito all'invito.

Le osservazioni - Vale la pena di
leggere il documento, e non solo i numerosissimi commenti che hanno dato trionfalmente la notizia. Riprenderemo alcuni brani della dichiarazione per fare presenti alcune osservazioni.

1 - «Non è ancora noto in quale misura le cellule staminali derivate dai tessuti adulti e dai cordoni ombelicali potranno sostituire, in tutto o in parte, quelle derivate dalle cellule fetali ed embrionali» - Si fa riferimento a studi in corso,
citati da Angelo Vescovi, sulla possibilità di produrre cellule staminali embrionali senza passare attraverso la produzione di embrioni. Non si dice invece che non è noto se e quando le attuali ricerche sulle staminali embrionali daranno risultati utili per la cura. Questa possibilità è dichiarata da Angelo Vescovi e non è negata da Roger Pedersen che, in Inghilterra, dirige lo Stem Cell Institute di Cambridge, il più grande centro di ricerca sulle staminali del mondo. 

2 - «la ricerca con le cellule staminali derivate da embrioni soprannumerari congelati è oggi di fatto vietata in Italia; esistono tuttavia validi argomenti in favore della rimozione di tali divieti. Il primo riguarda la valutazione etica dell’utilizzazione degli embrioni congelati. Sotto tale profilo il divieto del loro uso non sembra giustificabile dal momento che gli embrioni in questione sono comunque destinati a essere eliminati» - Ma, fa presente Roberto Colombo, direttore del Laboratorio di biologia molecolare e genetica umana dell’Università Cattolica di Milano, che "destino" naturale degli embrioni "cosiddetti soprannumerari" : «è, al pari di quello di ogni altro embrione umano che viene al mondo, quello di svilupparsi in un feto attraverso l’impianto in utero, se ciò sarà reso possibile dalla decisione degli uomini, dallo stato in cui si trovano e dalle circostanze che lo consentono, oppure no. Dare loro in modo preordinato una "destinazione" diversa da questa – come la distruzione intenzionale dopo un certo numero di anni – è una scelta possibile, già attuata in altri Paesi. Ma essa chiede di essere giustificata: non può essere assunta acriticamente».

3 - «un rigido divieto alla sperimentazione con cellule staminali derivate da embrioni soprannumerari è in conflitto con due dispositivi già esistenti nella legislazione italiana. Uno è quello che consente, a determinate condizioni, l’interruzione della gravidanza entro i primi tre mesi dal concepimento» - Obietta sempre Roberto Colombo: «In alcune circostanze, la legge 194 concede alla donna la possibilità di chiedere e ottenere l’interruzione della gravidanza. Il legislatore ha infatti riconosciuto due princìpi: anzitutto la contrapposizione tra il diritto allo sviluppo e alla vita del concepito e l’autonomia della donna rispetto alle decisioni sul proprio stato di gestante; e poi che in un tale conflitto – non risolvibile altrimenti – debba prevalere la decisione motivata della donna. Nel caso della sperimentazione sugli embrioni umani "soprannumerari" per la ricerca con le cellule staminali embrionali, un simile irrisolvibile conflitto non sussiste affatto. L’embrione non è nell’utero della donna (che lo ha addirittura già "abbandonato" in stato di crioconservazione) e la sua esistenza non entra in conflitto con le scelte personali della madre»

4 - «Nella Convenzione di Oviedo all’art. 18 (v. Nota 1) è: a) garantita una protezione adeguata agli embrioni umani , e b) vietata la produzione di embrioni umani esclusivamente a fini di ricerca. Nella Convenzione non è vietata, invece, la produzione di embrioni a fini fecondativi e il loro uso a fini di ricerca di base nel caso il fine fecondativo divenga superfluo e gli embrioni siano destinati alla eliminazione» - Osserviamo che il termine «esclusivamente» appare nella 'rilettura' dei Lincei dell'art. 18 della Convenzione ma non nel testo originale. Obietta il Comitato “Scienza & Vita”: «Si evita di menzionare la natura dell’embrione e, richiamato l’articolo 18 della Convenzione di Oviedo - che pur alla lettera a) richiede sia «garantita una protezione adeguata agli embrioni umani» - si svicola ambiguamente attorno al punto b) che riguarda il divieto di embrioni umani a fini di ricerca, argomentando che la Convenzione non vieta "la produzione di embrioni a fini fecondativi e il loro uso a fini di ricerca di base nel caso il fine fecondativo divenga superfluo e gli embrioni siano destinati alla eliminazione"».

5 - «Il documento su Stem cells and the future of regenerative medicine della National Academy of Science (Usa) del 2002 prevede che quasi la metà della popolazione degli Stati Uniti potrà giovarsi dell’uso di cellule staminali nel corso di malattie degenerative» - Obiezione di Giuseppe Zerbi, uno degli otto lincei che ha votato contro: «si fa riferimento a un documento ormai più che datato, [...] che profetizzava mirabolanti applicazioni terapeutiche delle staminali embrionali, ancora di là da venire e soprattutto da dimostrare».

Ma quanti erano assenti? - La dichiarazione dell’Accademia dei Lincei sarebbe stata approvata da 58 dei suoi 184 soci nazionali (58 a favore, 8 contro, 14 astenuti, 104 assenti. Quindi una votazione cui era presente 44% degli aventi diritto). Se questa affermazione - che riteniamo di interpretare correttamente - è vera, qualcuno per favore ci dica se ritiene la decisione presa legittima e autorevole, visto che Marco Perduca (v. Nota 2), riferendosi alla approvazione (84 a favore, 34 contro, 37 astenuti, 36 assenti. Quindi una votazione cui era presente l'81% degli aventi diritto), l'8 marzo, da parte della Assemblea Generale dell'ONU della dichiarazione che bandisce ogni forma di clonazione umana ha detto che «E' evidente che una dichiarazione che viene adottata da neanche il 50% dei 191 Stati membri dell'ONU, né dalla maggioranza dei presenti al momento del dibattito, è priva di qualsiasi autorevolezza».

(Sito aderente a Samizdatonline)

Note
1 - Convenzione di Oviedo (il testo dai siti 'Portaledibioetica' e ADUC), Art. 18 Ricerca sugli embrioni in vitro - (1) Quando la ricerca sugli embrioni in vitro è ammessa dalla legge, questa assicura una protezione adeguata all’embrione. - (2) La costituzione di embrioni umani a fini di ricerca è vietata
2 - Membro della giunta dell'associazione Luca Coscioni e Rappresentante del Partito radicale transnazionale all'ONU.

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scritto da giona | 07:36 | link | commenti (2)
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