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domenica, gennaio 30
Uomini e embrioni Uomini e embrioni - Cerchiamo di riassumere i termini del dibattito sul tema della fecondazione assistita. La Legge 40/2004 regolamenta la 'procreazione medicalmente assistita'. I referendum promossi dal partito Radicale propongono di: 1) eliminare i limiti alla ricerca clinica e sperimentale sugli embrioni, 2) eliminare l’obbligo di creare in vitro non più di tre embrioni, 3) cancellare i diritti del concepito: i diritti delle persone già nate non possono essere considerati equivalenti a quelli dell’embrione, 4) eliminare il divieto di fecondazione eterologa. La posizione dei radicali si basa, evidentemente, sulla assunzione che la ricerca basata sull'utilizzo di embrioni offrirà risultati non ottenibili con altre modalità di ricerca, ammissibili eticamente, e che l'embrione non è un uomo. E' emersa (quindi) più volte la 'tentazione' di 'mascherare' a livello di 'media' - si può usare il termine 'disinformazione'? - i successi ottenuti con le staminali adulte (ammissibili eticamente, a differenza delle staminali embrionali), come dimostra ad esempio questo caso. Proprio su questi temi è intervenuto Angelo Vescovi - una autorità in materia, lavora al San Raffaele di Milano, si dichiara agnostico e taoista - che rivendica i successi che si ottengono già attualmente a partire dall'utilizzo delle staminali adulte mentre dichiara che le possibilità di successo della ricerca tramite clonazione terapeutica1 sono remote: «la scienza oggi mi dice che siamo lontanissimi da una terapia, per una serie di problemi tecnici forse insormontabili» ... «ci potremmo arrivare, minimo tra dieci anni se va tutto bene». Sull'utilizzo delle cellule staminali embrionali e sulle positive prospettive derivanti dall'utilizzo delle cellule staminali adulte c'è stata anche una dichiarazione della pontificia Accademia per la vita. Si spiega quindi la posizione de 'Il Foglio' che, in un articolo dal titolo 'La bottega della fede', ha notato il «fervore assolutamente e squisitamente superstizioso che circonda la fede nei poteri delle staminali embrionali» ed ha constatato ironico il «dilagare una fede invincibile, con un papa battagliero [Pannella], un’icona in carne ossa e dolore [Coscioni], una immensa disponibilità di santini, di sillabi e di magazine». All'articolo de 'Il Foglio' ha risposto Marco Cappato. Sia sul sito del Forum delle Associazioni familiari che su quello dei Radicali italiani si può trovare una ampia rassegna stampa sul tema, mentre le posizioni assunte dalla pontificia Accademia per la vita sono disponibili sul sito del Vaticano. Interessante pure la relazione della Commissione Dulbecco sull'uso delle cellule staminali. 1) Nota - La Clonazione terapeutica - richiesta nel processo di produzione delle staminali embrionali - è il «Trasferimento di un nucleo di una cellula di un dato soggetto in un oocita umano enucleato, seguito da sviluppo embrionale fino allo stadio di blastociste» Cosa dire? - Sembra il caso di raccomandare che almeno i cattolici utilizzino un approccio 'laico' - cioè rispettoso dei dati scientifici e scevro da preconcetti - visto l'approccio un po' fideistico dei radicali. La vostra opinione: potete spedircela via email o inserire i vostri commenti nel Blog, è sufficiente 'cliccare' nel campo 'commenti' sottostante
scritto da giona | 08:36 | link | commenti
giovedì, gennaio 13
Professore, perchè l'ha fatto? Il dibattito su Pio XII ha registrato ancora numerosi interventi. Ulteriori chiarimenti sul documento - Il 4 gennaio Andrea Tornielli spiega cosa avvenne: a) il 12 marzo 1946 il Rabbino capo di Palestina, Isaac Herzog, chiedeva, in lettera inviata al Papa, che i bambini ebrei salvati, e rimasti orfani, venissero affidati a istituzioni ebraiche, b) il 27 marzo 1946 il Sant'Uffizio redasse un documento sul tema - il documento citato da Melloni è una sintesi (imperfetta) in francese del documento, c) il 17 settembre il Sant’Uffizio inviò a monsignor Domenico Tardini un appunto contenente le norme di condotta già elaborate fin dal marzo precedente. Tardini a sua volta scrisse un dispaccio a Roncalli a fine settembre riportando le decisioni del Sant’Uffizio, d) in esso si indicava di prendere sotto tutela gli orfani ebrei battezzati, rifiutando quelle richieste avanzate da istituzioni non in grado di assicurare un’educazione cristiana mentre «Ben diversamente invece accadrebbe, scrive Tardini a Roncalli, «se i bambini fossero richiesti dai parenti». La documentazione - scrive Tornielli - è stata ricostruita dal professor Matteo Luigi Napolitano, docente di Storia dei Rapporti tra Stato e Chiesa all’Università di Urbino [e 'fondatore e proprietario' del sito 'vaticanfiles.net']. Il secondo articolo di Melloni - Il 10 gennaio Melloni pubblica sul Corriere un secondo articolo dal titolo: "Il caso Pacelli e la Chiesa, aspettando il gran gesto" in cui conferma che il documento su cui si è basato per la sua denuncia è «un frammento inedito di «istruzioni elaborate dal Sant’Uffizio e approvate da Pio XII» e che questo frammento è «una delle tipiche note con le quali si trasmettevano gli ordini della Suprema Congregazione del Sant’Uffizio, [... di cui ...] a quel tempo era prefetto il Papa» e continua «È questa nota che la nunziatura parigina prepara nel 1946» e prosegue «non so se Roncalli lo ricevette a Sotto il Monte o lo lesse a Parigi la sera del 22 ottobre 1946, perché la «autorevole fonte» che, pochi giorni dopo il primo articolo del Corriere , lo ha passato al sito VaticanFiles.net» [...] non l’ha precisato. ['vaticanfiles.net' ha emesso questo comunicato] Perchè, si chiede Melloni, con una logica che ci sfugge, «s’è cercato, come ha fatto Avvenire , di trasformare il rilevamento delle differenze in una «contrapposizione» fra pontefici o si è lamentato un clamore al quale s’è dato corda cercando inutilmente un antidoto liquidatorio? Le ragioni sono molte. E molte sono causate da un fatto noto e reversibile, cioè la chiusura di gran parte degli archivi vaticani del 1922-1939 e di quasi tutti quelli del 1939-1958». Melloni conclude affermando che sul processo di beatificazione di Pio XII, «non è vietato avere opinioni né agli ebrei, né ai cattolici» che «questo ingarbugliato nodo storico-teologico Giovanni Paolo II lo ha tagliato col «mea culpa» del 2000» e che: «Papa Wojtyla ha spiegato che un cattolicesimo disposto a riconoscere il valore «teologico» del giudizio dell’umanità sui propri errori, non è più scipito, ma più autentico». Il documento completo - Interviene, su Il Giornale: Andrea Tornielli, che analizza il documento completo: «Mancava dunque una parte essenziale, e nonostante ciò quel testo è stato accreditato come una prova di un presunto atteggiamento antisemita di Pio XII» e nota (a proposito della lamentata 'chiusura di gran parte degli archivi vaticani') che «Quello stesso dispaccio, così utile per ricostruire storicamente i termini della vicenda, non era però gelosamente custodito negli archivi vaticani (dove ovviamente esiste la copia originale) ma era allegato al documento «agghiacciante» con il testo in francese che il professor Melloni ha presentato e ampiamente commentato fin dal primo giorno». Interviene, sempre su Il Giornale, anche Matteo Luigi Napolitano, che risponde a Melloni contestandone alcune affermazioni e concludendo: «Ha ragione Melloni nel concludere che l'ingarbugliato nodo storico-teologico riguardante Pio XII «papa sconosciuto» è stato tagliato da Giovanni Paolo II col mea culpa del 2000. Va tuttavia detto che proprio il documento Noi ricordiamo sulla Shoah colloca il pontificato pacelliano tra i capitoli in attivo di ciò che la Chiesa ha fatto per gli ebrei». Sotto una montagna di parole - Alessandro Zaccuri su Avvenire commenta la vicenda: «E così, domenica scorsa, lo stesso Melloni è tornato sui propri passi: riassumendo, puntualizzando, chiarendo, almeno dal suo - e soltanto dal suo - punto di vista. Perché qualcosa, purtroppo, resta ancora da capire. Piccolezze, come la data del documento in questione (Melloni l'aveva inizialmente indicata nel 20 ottobre 1946, adesso la corregge, senza colpo ferire, nel 23 dello stesso mese). Ma anche dettagli un po' più impegnativi, come il fatto che lo stesso documento anastaticamente riprodotto domenica dal «Corriere» era stato riprodotto anastaticamente da «Avvenire» fin dal giovedì precedente, senza che la circostanza fosse registrata da nessuno, tanto meno da Melloni stesso. E sì che su altri elementi della «querelle», al contrario, il tempismo è stato assoluto. Si pensi alla prontezza con cui Nicola Tranfaglia sull'«Unità» e Mario Pirani su «Repubblica» hanno reagito all'intervento (ancora sul «Corriere») di Ernesto Galli della Loggia, sbrigativamente ritenuto colpevole di «giustificazionismo retroattivo» per il semplice fatto di aver ricordato che la coscienza dell'Olocausto richiese tempo per maturare. Quisquilie che Melloni, nella sua maxireplica, non prende in considerazione, continuando a esigere dagli altri quella stessa assoluta correttezza metodologica che proprio nel suo intervento iniziale faceva abbondantemente difetto. Un conto, infatti, è volare alto, come faceva ieri - sempre sul «Corriere» - Claudio Magris, che pure non è riusciuto a sottrarsi alla sterile polemica sull'opportunità di beatificare Pio XII. Ma tutt'altro conto è, invece, volare basso, tra le carte d'archivio, come ha appunto sostenuto di fare Melloni, che adesso vorrebbe farci credere che no, non è stato lui a fare confusione: la colpa, piuttosto, sarebbe del Vaticano che si ostina a tener chiusi i suoi Archivi... ». Cosa è successo veramente ai bambini ebrei ? - Già, perchè questa sarebbe la domanda, sommersa da "Una montagna di parole" cui vorremmo trovare risposta. Risponde, intervistata da Titti Marrone su Il Mattino, Liliana Picciotto la maggiore esperta italiana di storia del genocidio ebraico, storica del Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea di Milano: « [...] I soldati della Brigata ebraica palestinese che seguivano l’armata britannica presero a indagare nei conventi per accertare quello che stava succedendo. Mi risulta che trovarono, a Roma e Firenze, diversi casi di bambini accolti presso strutture cattoliche, e non ebbero difficoltà a riprenderli». Quanti ne furono trovati in Italia? «Non posso dirlo, ma di certo i conventi erano letteralmente gonfi di piccoli. Tenderei a escludere che in Italia ci siano stati bambini non restituiti alla comunità ebraica: ho lavorato su ogni singolo nome di deportato, posso dire che le vittime furono circa 8500, più un migliaio di dispersi, e può anche darsi che tra questi ci siano stati orfani non recuperati. Conosco casi di resistenza da parte di famiglie cattoliche che si erano affezionate». Ed è anche comprensibile, non crede? «Comprensibilissimo. Ci furono famiglie che tennero con sé bambini, annodando legami di affetto, tanto da non poter pensare a cuor leggero di separarsene. Cosa tanto più spiegabile se si considera che la ricerca delle parentele e il ricongiungimento con le famiglie durò mesi, anni». [...] Credo che infine in Italia tutto si sia risolto, cioé che bambini nei conventi o presso famiglie cattoliche non ne siano rimasti». E negli altri Paesi? «Non ho elementi per rispondere. In Francia c’è stato il caso dei piccoli Finaly, affidati a una cattolica da una coppia uccisa nel lager. Forse in Belgio ci sono stati altri casi, ma le dimensioni del fenomeno potranno essere appurate solo con ricerche ancora non svolte». Questo ridimensiona molto il dibattito in corso. «Sì, in parte lo rende virtuale. Ma la dice lunga sul nervo scoperto degli ebrei dopo la Shoah, sulla mancanza di fiducia verso una Chiesa che per secoli aveva praticato l’antigiudaismo. E soprattutto, è gravissimo che quella disposizione sia stata impartita. Certo, può esserci un uso politico del dibattito, contro Pio XII e la sua beatificazione. Non conosco la prassi della beatificazione ma mi chiedo: poiché ha sempre risvolti sociali, come si potrà non considerare inaccettabili gli atti di Pio XII verso gli ebrei e i suoi silenzi sulla Shoah?». Il rischio dell’«anacronismo storico» - Roberto Pertici lo definisce «il ritenere [...] che valori, atteggiamenti, mentalità che sono il frutto di un determinato processo storico e la conseguenza di grandi esperienze collettive, siano invece sempre esistiti, e quindi possano diventare un criterio di giudizio della storia stessa» - Su questo tema, sono intervenuti, sul Corriere della Sera: Ernesto Galli della Loggia, Gianni Belardelli, Roberto Pertici; su Avvenire: Franco Cardini. «Adesso - ha dichiarato Cornwell (!) - sosterrei, alla luce del dibattito e delle nuove acquisizioni che hanno seguito Il Papa di Hitler, che Pio XII aveva una libertà d'azione così limitata che è impossibile giudicare i motivi del suo silenzio durante la guerra, mentre Roma era sotto il tallone di Mussolini e più tardi occupata dai tedeschi». Professore, perché l'ha fatto? - «I conventi erano letteralmente gonfi di piccoli» molti cattolici, rischiando la vita, hanno salvato centinaia di migliaia di ebrei. Meritavano, per un dibattito virtuale, di essere sbattuti in prima pagina? Per questo ripetiamo la domanda: Professore, perchè l'ha fatto? La vostra opinione: potete spedircela via email o inserire i vostri commenti nel Blog, è sufficiente 'cliccare' nel campo 'commenti' sottostante
scritto da giona | 00:16 | link | commenti (2)
sabato, gennaio 08
Newsletter – 8 gennaio 2005
Sei solamente su GionaBlog? Clicca qui per andare al sito Giona. Dedichiamo questo commento ad una istruttiva vicenda mediatica che ha riguardato il defunto Papa Pio XII.
Lo 'scoop' - Alberto Melloni storico, cattolico, (Dirige la Biblioteca "G. Dossetti" della Fondazione per le scienze religiose Giovanni XXIII di Bologna),scopre uno «straordinario documento» contenente «istruzioni elaborate dal Sant’Uffizio e approvate da Pio XII» e che trasmette «ordini agghiaccianti» al nunzio di Francia [il futuro Papa Roncalli] che riguardano i bambini ebrei salvatisi nelle case e nei conventi cattolici:«i bambini battezzati possono essere «dati» solo a istituzioni che ne garantiscano l’educazione cristiana; i bambini che «non hanno più i genitori» (proprio così!) non vanno restituiti e i genitori eventualmente sopravvissuti potranno riaverli solo nel caso che non siano stati battezzati». Melloni non esita a scriverne sul Corriere della Sera. I commenti - Il giorno successivo, sul Corriere della Sera (in un articolo dal titolo: "«Il Vaticano non può beatificare Pio XII»") interviene Amos Luzzatto, presidente delle comunità ebraiche: che si dichiara «allucinato» e bolla come «agghiacciante» e «orrendo» l’ordine, e non esclude «che vi saranno problemi nei rapporti con gli ebrei» se il Vaticano deciderà di beatificare comunque Pio XII, nonostante questa scoperta archivistica». Daniel Jonah Goldhagen (autore fra l'altro di "A Moral Reckoning : The Role of the Catholic Church in the Holocaust and Its Unfulfilled Duty of Repair") raccoglie la notizia e commenta, sempre sul Corriere: «Durante l’Olocausto migliaia di bambini ebrei trovarono rifugio in monasteri, conventi e scuole cattoliche, anche se per opera di Roncalli, non per ordine di quel papa antisemita. [...] Si sospettava che la Chiesa si proponesse di rapire quei bambini ebrei in nome di Gesù. [...] Ora abbiamo la prova evidente: questo documento. Esso dimostra che era intenzione del Papa e della Chiesa portar via sistematicamente i bambini ebrei. E mostra quanto Pio XII fosse insensibile alle sofferenze degli ebrei [...]». Fulvio Fania su Liberazione aggiunge: «è noto che il battesimo veniva usato dalla chiesa cattolica per impedire il ricongiungimento dei figli ai genitori ebrei, in quanto questi non avrebbero assicurato una "educazione cristiana"». A Goldhagen ha risposto Giovanni Sale S.I. su Avvenire. Professore, perché l'ha fatto? - Finalmente Avvenire riesce a recuperare il documento originale, si scopre che si tratta di ventotto righe dattiloscritte su un foglio privo di firma e anche dello stemma della Nunziatura, di sicuro non un atto del Sant’Uffizio. Pietro De Marco su 'www.chiesa' segnala una serie di imprecisioni nella traduzione proposta da Melloni. A conclusione Sebastiano Cinel su Avvenire chiede, rivolgendosi a Melloni: Professore, perché l'ha fatto? Il Foglio ha proposto una risposta, non siamo in grado di giudicare quanto appropriata. La vostra opinione: potete spedircela via email o inserire i vostri commenti nel Blog, è sufficiente 'cliccare' nel campo 'commenti' sottostante
scritto da giona | 17:51 | link | commenti (2)
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