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sabato, dicembre 25
Newsletter – 24 dicembre 2004
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![]() S. Natale 2004 - Un caldo augurio di Buon Natale a tutti gli amici di Giona
Pio XII e Cornwell - Cornwell (autore de 'Il Papa di Hitler') ha avuto un ripensamento: «ora direi, alla luce dei dibattiti che hanno seguito 'Il Papa di Hitler', che Pio XII aveva così poco spazio di azione che è impossibile giudicare i motivi del suo silenzio durante la guerra». E chi lo va a dire adesso ai milioni di lettori che si sono 'bevuto' il libro (vedi i giudizi a 4 o 5 stelle su Amazon)? Infatti nessuno glielo va a dire (voi ne sapevate nulla?), a parte 'The Economist' e 'Avvenire'.
Pensate che Cornwell si sia preso un 'anno sabbatico' per dedicarsi ad un buon ripasso della storia del XX secolo? No, ha appena pubblicato un libro sul 'lato oscuro del papato di Giovanni Paolo II". Intanto, come Cardini ci segnala, oltre a Il Codice da Vinci di Dan Brown «sono in arrivo altre bufale», «un altro romanzaccio del Brown, Angeli e demoni, uscito negli Stati Uniti nel 2000 e ora prontamente riciclato sull'onda del successo», inoltre «La verità sul Codice da Vinci di Bart Ehrman, che aggiungerà equivoco ad equivoco [...] E poi, ciliegina su questa poco appetibile torta, il Misterissimo ci aspetta in agguato nelle sale cinematografiche, dove l'aspirante esoterista italiota si sciroppa beato Il mistero dei Templari».
Il Crocifisso di Ivrea - Ne scrive Costantino Muscau sul Corriere della Sera: «La professoressa, in modo che ancora ci indigna, ha fatto staccare il crocifisso dalla parete - raccontano Antonio e Gabriele - lo ha sbattuto nervosamente sulla cattedra e poi portato in presidenza. "Sapete che non potete farlo - ha gridato - e poi a me dà fastidio". Solo pochi giorni dopo ho recuperato il mio crocifisso dal preside - continua Antonio - in attesa che venga accolta la nostra richiesta».
E' il caso di mobilitarsi? Non occorre, ci ha già pensato Silvio Viale, Presidente dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta «Siamo noi, laici o credenti, cresciuti nella cultura cattolica, che dobbiamo difendere il valore della laicità delle istituzioni, di fronte all’intolleranza dell’integralismo».
Ci sembra opportuno ricordare le parole del Card. Joseph Ratzinger: «Il laicismo non è più quell’elemento di neutralità che apre spazi di libertà per tutti. Comincia a trasformarsi in un’ideologia che si impone tramite la politica e non concede spazio pubblico alla visione cattolica e cristiana, la quale rischia così di diventare una cosa puramente privata e in fondo mutilata. Noi dobbiamo difendere la libertà religiosa contro l’imposizione di un’ideologia che si presenta come fosse l’unica voce della razionalità», e lasciare a voi il giudizio.
Agende - Se ancora non ne avete acquistata una vi consigliamo la “Agenda della Pace” pubblicata dalla Regione Campania, finanziata con cinquantamila Euro attinti ai fondi pubblici (ce ne parla Zenit): «L’Agenda, nella quale festività religiose come il Natale, la Pasqua e la Pentecoste sono state abolite o l’Epifania è diventata il “giorno dei bimbi”, indica i giorni del calendario menzionando le diverse manifestazioni pacifiste avvenute nel mondo, o eventi come la migrazione del profeta Maometto a Medina e il capodanno cinese».
Porgere l'altra guancia - Roger Scruton, filosofo e saggista inglese, già professore al Birkbeck College di Londra e alla Boston University scrive, nel suo libro su Occidente e Islam: «L’idea di perdono, simboleggiata dalla Croce, distingue l’eredità cristiana da quella musulmana. Una lettura corretta del messaggio cristiano fa del perdono dei nemici un elemento centrale della dottrina. Cristo ci ordina persino, quando siamo aggrediti, di porgere l’altra guancia. Ma [...] egli ci pone di fronte un ideale personale, non un progetto politico. Se sono aggredito e porgo l’altra guancia, allora incarno la virtù cristiana della mansuetudine. Ma se mi è stato dato in custodia un bambino che viene aggredito, e porgo l’altra guancia del bambino, divengo complice della violenza. Questo è il modo in cui un cristiano dovrebbe comprendere il diritto alla difesa, ed è come esso è inteso dalle teorie medievali della guerra giusta. Il diritto alla difesa nasce dalle obbligazioni nei confronti degli altri. Sei obbligato a proteggere coloro il cui destino è sotto la tua custodia. Un leader politico che porge non la sua guancia ma la nostra, si rende partecipe della successiva aggressione. Perseguendo l’aggressore, anche in maniera violenta, il politico serve la causa della pace e anche quella del perdono, del quale la giustizia è lo strumento». Ci sembra un ragionamento chiaro e difficilmente confutabile, chi ha ossevazioni da fare ci scriva. Ritorneremo sul tema.
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scritto da giona | 08:33 | link | commenti
domenica, dicembre 19
Il Presepe, San Luca, Diritti dell'uomo Il Presepe - Don Enzo Mazzi mette in scena all’Isolotto quattro atti a narrare la nascita di Maometto, del Budda, del Sole e finalmente di Gesù, «i bambini stanno facendo un lavoro sul senso della vita che nasce nelle varie religioni e culture, l’idea è favorire il loro orizzonte di mito e accostare, intrecciare anziché togliere, evitando di indicare la natività cristiana come qualcosa di contrapposto e superiore agli altri». Sembra rispondergli il poeta Luzi «sono ridicoli anche tutti gli espedienti per internazionalizzare il Natale o farne un evento interreligioso. O ci si crede o il Intanto monsignor Luis Sako, arcivescovo caldeo di Kirkuk, dichiara: «Preghiamo e speriamo che sia un Natale di pace e amore, ma c'è molto dolore nella nostra comunità e non faremo grandi feste. Molte famiglie hanno perduto parenti o figli per opera di gruppi fondamentalisti o negli attentati alle chiese di Mosul e Baghdad» . Proponiamo, a chi ha un sito internet, di inserire una 'icona' del Natale, a scelta fra quelle qui proposte, chi aderisce alla campagna può informarci inviando questo messaggio email. San Luca - A Calgary, in un Ospedale è stato celato un ritratto di San Luca per evitare di offendere i non Cristiani. Dichiarazioni dei diritti dell'uomo - Un confronto, in termini di libertà religiosa, fra la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo delle Nazioni Unite (1948), la Dichiarazione Universale Islamica dei Diritti dell'Uomo (1981) e la Dichiarazione del Cairo sui Diritti Umani nell'Islam (1990). La dichiarazione ONU recita all'Articolo 18: «Ogni individuo ha diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione; tale diritto include la libertà di cambiare di religione o di credo, e la libertà di manifestare, isolatamente o in comune, e sia in pubblico che in privato, la propria religione o il proprio credo nell'insegnamento, nelle pratiche, nel culto e nell'osservanza dei riti». Non si trovano analoghe garanzie della libertà di cambiare religione nelle altre due Dichiarazioni: la Dichiarazione Universale Islamica recita (Art. XIII - Right to Freedom of Religion) «Every person has the right to freedom of conscience and worship in accordance with his religious beliefs», la Dichiarazione del Cairo afferma (Art. 22): «Everyone shall have the right to advocate what is right, and propagate what is good, and warn against what is wrong and evil according to the norms of Islamic Shari’ah». La vostra opinione: potete spedircela via email o inserire i vostri commenti nel Blog, è sufficiente 'cliccare' nel campo 'commenti' sottostante
scritto da giona | 23:23 | link | commenti (1)
venerdì, dicembre 17
Il Presepe - Cancellare il fatto: la nascita di Gesù II Il Presepe - «E' una tradizione fantasiosa», questo scrive un lettore nella rubrica di Mieli, e aggiunge: «i leghisti polemizzano con quelle scuole che hanno deciso di non allestire il presepio». Andrea gli risponde su Giona (v. il commento al 'post' precedente, ha inviato il commento anche a Mieli) e nota: «il signor xxx esprime esemplarmente le vere, livorose motivazioni sulla questione del presepio. In poche righe ne attribuisce la difesa ai soli leghisti (cioè: espressione chiassosa di un limitato estremismo), mentre è la popolazione cattolica a insorgere». Altri commenti su Giona, Angelo dice «non vorrei sembrare pignolo ma che, come afferma Magdi Allam, i musulmani riconoscano il dogma dell'Immacolata Concezione a me non risulta proprio», un amico gli risponde su Giona richiamando la Sura III (42) del Corano che recita: «E quando gli angeli dissero: " In verità, o Maria, Allah ti ha eletta; ti ha purificata ed eletta tra tutte le donne del mondo» e aggiunge «l'islam crede fermamente nella verginità miracolosa di Maria, difendendola dalle "calunnie" degli ebrei (S.IV, 156)» e concludendo: «non c'è il riconoscimento esplicito di un dogma, ma si attribuisce alla Vergine un'altissima dignità». Icona della natività - Ci hanno mandato immagini della natività: la Famiglia G., Alessandro, Liliana, Vilma, Rosa, Padre Stefano, Elena, Federico. Ringraziamo tutti (se avremo tempo 'pubblicheremo' appena possibile le immagini ricevute). Un chiarimento: la immagine a cui pensiamo deve essere di dimensioni ridotte (es.: 120/150 x 150/200 pixel) e può essere sia la riduzione di un'opera d'arte od una elaborazione autonoma. L'immagine deve richiamarci al senso profondo del Natale (la nascita di Gesù, il Cristo, «in cui ci è dato il vero senso della vita umana»). La vostra opinione: potete spedircela via email o inserire i vostri commenti nel Blog, è sufficiente 'cliccare' nel campo 'commenti' sottostante
scritto da giona | 06:06 | link | commenti (1)
domenica, dicembre 12
Il Presepe - Cancellare il fatto: la nascita di Gesù Il Presepe - Già Magdi Allam aveva messo le mani avanti avvertendo che non offende i ragazzi islamici: «Forse i presidi e gli insegnanti che nel nome del relativismo culturale hanno ritenuto opportuno abolire il presepe, l’alberello e Babbo Natale nelle scuole italiane, per non urtare una supposta suscettibilità degli studenti musulmani, non conoscono i versetti del Corano (Sura III 45-46) che recitano: "E quando gli angeli dissero a Maria: O Maria, Dio t’annunzia la buona novella d’una Parola che viene da Lui, e il cui nome sarà il Messia, Gesù figlio di Maria, eminente in questo mondo e nell’altro e uno dei più vicini a Dio. Ed egli parlerà agli uomini dalla culla come un adulto, e sarà dei Buoni". Perché se lo conoscessero saprebbero che l'Islam, al pari del cristianesimo, venera Gesù e Maria e riconosce il dogma dell'immacolata concezione». Ma le fervide menti multiculturali hanno sfornato questi bei versi: "Buon Natale col torrone, buon Natale col panettone, su brindiamo, festeggiamo, questo è il giorno di Il Card. Ruini, al giornalista che gli chiedeva se con la proposta di togliere i presepi dalle scuole e sostituire Gesù Bambino con Cappuccetto Rosso non si esagerasse, ha risposto: «Si esagera in modo radicale e non ci si rende conto di quello che si fa [...] la nostra tradizione cristiana è tradizione di bene e di verità; con tutto il rispetto degli altri solo in Cristo ci è dato il vero senso della vita umana». All’appello del Cardinale ha risposto Piero Ostellino che, sul Corriere della Sera, da «non credente» ha motivato la sua posizione citando le parole di una altro Cardinale, Joseph Ratzinger: «La multiculturalità, che viene continuamente e con passione incoraggiata e favorita, è talvolta soprattutto abbandono e rinnegazione di ciò che è proprio, fuga dalle cose proprie. Ma la multiculturalità non può sussistere senza basi comuni, senza punti di orientamento offerti dai valori propri. Sicuramente non può sussistere senza il rispetto di ciò che è sacro. Essa comporta l’andare incontro con rispetto agli elementi sacri dell’altro, ma questo lo possiamo fare solamente se il sacro, Dio, non è estraneo a noi stessi». Singolare che - ha notato Paolo Mieli - le parole più sagge siano venute proprio da coloro che avremmo dovuto «coinvolgere» con queste bizzarre iniziative, e ha ricordato le parole dell’imam della moschea milanese di viale Jenner: «È bello essere sensibili e io ringrazio tutti ma le tradizioni che esistono da duemila anni vanno tenute e rispettate, dimodoché anche noi possiamo rispettare le nostre; queste maestre hanno peccato per eccesso di zelo». Per la ideologia multiculturale, l'uomo, anche il musulmano che si afferma di volere accogliere, è una astrazione, un pre-concetto. Forse proprio per questo preme tanto di cancellare un fatto di per sè scandaloso: la nascita di Gesù, il Cristo, «in cui ci è dato il vero senso della vita umana». Amica - E' Rossana, alias Pescevivo, il suo motto è «I pesci vivi vanno controcorrente». Abbiamo molti amici, piano piano ve li faremo conoscere tutti.
Icona della natività - C'è, fra gli iscritti a Giona, qualcuno in grado di predisporre una immagine (es.: una 'gif' di piccolo formato) sul tema della natività da 'affiggere' sui siti internet e da spedire agli amici?. Se si, ce la spedisca a questo indirizzo email. La vostra opinione: potete spedircela via email o inserire i vostri commenti nel Blog, è sufficiente 'cliccare' nel campo 'commenti' sottostante
scritto da giona | 00:50 | link | commenti (4)
sabato, dicembre 04
Uomini e embrioni (uomini e non-uomini) II L'articolo di Emanuele Severino [qui la copia 'pdf' dal sito 'forumfamiglie.org'] ha dato luogo a diversi commenti: alcuni direttamente su Giona, altri ricevuti via email. Angelo (questo il suo blog, insegna filosofia all'University College di Dublino) ha scritto su Giona «Sbagliato! L'embrione ha due possibilità: diventare uomo e non diventare uomo. Diventare non-uomo, come dice S., non ha significato. E' qui l'errore logico (non l'unico)». Sulla stessa linea la email di Giulio (insegna filosofia a Torino) «l'embrione non è totipotente, ma unipotente e quindi è uomo in potenza» e semplifica: «I mattoni possono diventare un edificio (e ce ne sono vari tipi, come ci sono vari tipi di uomo) ma non possono diventare un dentifricio». Analogo il commento di 'anonimo' su Giona (andatelo a vedere) e quello di Mathew ricevuto via email: «sappiamo bene che da un uovo di gallina non nasce un coccodrillo, perché quell'uovo potenzialmente contiene una gallina, non un coccodrillo». Su Avvenire ha risposto a Severino Adriano Pessina (Docente di filosofia morale e di bioetica Università Cattolica di Milano) secondo cui Severino sbaglia «perché attribuisce all'embrione un'umanità in potenza mentre bisogna riconoscere che è uomo in atto» e conclude: «gli uomini allo stadio embrionale interrogano la coscienza e la volontà degli uomini allo stadio adulto, che con loro condividono le sorti della condizione umana». Dunque? Come dice Angelo: «se un mio alunno ragionasse come Severino verrebbe bocciato» (gli risponde 'kossino': «scusa angelo ma quanti passano il tuo esame?»). Dunque - A questo punto abbiamo capito pure noi. Ed abbiamo capito anche un'altra cosa: che, vista la inconsistenza di alcune posizioni, ben difficilmente si accetterà di ragionare sul tema. Alla faccia della laicità. Sempre un filosofo - Sentite questo ragionamento di Gianni Vattimo [qui l'articolo] «Dire che l'embrione è titolare dei diritti della persona, perché è persona in potenza, vorrebbe dire attribuirgli anche i doveri della persona, o qualcosa di simile. Una persona titolare di diritti deve essere qualcuno che li può rivendicare, o almeno che può rispondere di sé. Così, cerco di non far soffrire gli animali perché so che possono provare dolore. Anche una persona con gravi handicap è un soggetto di diritti perché comunque mi sta di fronte, ha un volto e uno sguardo che, per quanto possano apparire vacui nel caso di certe malattie, mi appellano e chiedono una risposta. Ma tutto questo vale per l'embrione?». In poche parole: poichè non si può (per il momento) parlare di una 'soluzione finale al problema degli handicappati', si riduce la portata del ragionamento e si perviene all'aureo: occhio non vede, cuore non duole. Mio nonno, contadino marchigiano, ci era arrivato senza studiare filosofia. PS: Chi è appellato ed a chi l'embrione chiede una risposta? : alla madre. Torneremo sull'argomento. Libertà di educazione ad Hong Kong
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scritto da giona | 18:25 | link | commenti (15)
giovedì, dicembre 02
Uomini e embrioni (uomini e non-uomini) Emanuele Severino ci dimostra (sul Corsera) che l'embrione non è un uomo: [...] E siamo al tratto decisivo del discorso (che andrebbe letto al rallentatore). L’embrione - si dice - è in potenza un-esser-già-uomo . Ma, si è visto, proprio perché è «in potenza» uomo, l’embrione è in potenza anche non-uomo. Pertanto è in potenza anche un esser-già-non-uomo . È già uomo e, anche, è già non uomo. Nell’embrione questi due opposti sono uniti necessariamente. Non intendiamo naturalmente metterci in competizione con Severino, ci vengono in mente un paio di pensieri terra-terra: ricordiamo di un amico (Franco) con il quale avemmo un incidente (guidavamo noi). Franco studiava medicina: l'assicurazione gli pagò il danno, dovuto al ritardo nel laurearsi, che dall'incidente gli sarebbe derivato. Dunque: il dottore autentico è dottore, e non è insieme non-dottore. Se Franco era, in potenza, quell’esser già dottore che è necessariamente unito all’esser già non-dottore, ne viene che lui non era già un dottore ... non si può quindi dire che, provocando l'incidente, noi gli avessimo causato un danno, ergo: l'assicurazione sbagliò a riconoscergli il danno derivante dal ritardo nella laurea. Sono cavoli amari, per Franco, se la assicurazione gli richiede indietro i soldi ! Abbiamo scherzato un poco, ma l'argomento è serio. Libertà di educazione ad Hong Kong
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scritto da giona | 00:08 | link | commenti (5)
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